in ,

Caso Yara, alibi Bossetti: il muratore rimproverò la moglie per non averglielo fornito

Continuano ad emergere dettagli sui contenuti dei dialoghi intercorsi in carcere tra Massimo Bossetti e sua moglie, Marita Comi. Il muratore di Mapello, in carcere dal 16 giugno scorso perché accusato di avere ucciso Yara Gambirasio, viene più volte incalzato dalla donna, come si  evince dalle intercettazioni ambientali fatte loro durante gli incontri in carcere.

Marita, lo si percepisce, inizia ad avere dei dubbi circa la dichiarata estraneità ai fatti contestatigli che il carpentiere va ribadendo da mesi, e gli fa domande spinose, precise, intrise di perplessità. “Tu eri lì (palestra di Brembate). Non puoi girare lì tre quarti d’ora , a meno che non aspettavi qualcuno.”, gli dice Marita. E lui: “Secondo te come posso ricordare? Ricordo che quei giorni eravamo arrabbiati … e ho salutato il Massi  che girava intorno all’edicola”. È allora che la signora Bossetti alza i toni e asserisce: “Ti ricordi che eri lì, vedi? Come fai a ricordarti che è quel giorno lì che hai salutato Massi? Vuol dire che ti ricordi quel giorno lì di novembre”.

=> leggi tutto sul caso Yara Gambirasio

L’indagato dal canto suo sembra rimproverare la moglie per non essere stata in grado di fornirgli un alibi per la sera del 26 novembre 2015, quando la giovane ginnasta fu rapita e uccisa. “Dovevi darmi un alibi. Ora butta via quei coltelli”, le avrebbe detto in uno dei colloqui in carcere intercettato in data 26 giugno 2014. “Sul giornale c’è su l’articolo… che tu hai detto che non sapevi dove mi trovavo quel giorno lì a lavorare… ‘Il marito non trova un alibi con la moglie’ …”, avrebbe rimproverato il muratore alla moglie, secondo quanto riportato da Repubblica.

 

Ultime notizie calciomercato Napoli: Reina vuole tornare in Italia

il volo

Il Volo, Ignazio Boschetto ha perso 35 kg in un anno e mezzo: ecco il suo segreto