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Caso Yara, avvocato Bossetti punta il dito contro “Storie Vere”: “Fatta cattiva informazione”

L’avvocato di Massimo Bossetti punta il dito contro la Rai. Intervenuto alla trasmissione ‘Legge o giustizia’ su Radio Cusano Campus, Claudio Salvagni ha commentato le parole della giornalista Cristiana Lodi, di recente intervenuta insieme ad altri ospiti alla trasmissione del mattino “Storie Vere”, condotta da Eleonora Daniele su Rai 1, proprio in merito al caso Yara Gambirasio e alla condanna in primo grado all’ergastolo di Massimo Bossetti.

“La difesa di Bossetti ha chiesto di fare una perizia sul risultato ottenuto dall’esame del Dna. La Corte lo ha negato perché non è stato chiesto con tempestività”, questa l’affermazione della Lodi contestata dall’avvocato Salvagni, a detta del quale si è fatto un cattivo servizio di informazione. Secondo la Lodi il team difensivo di Bossetti avrebbe commesso alcuni errori durante il processo: il legale del muratore di Mapello non ha mandato giù la cosa e ha sentito la necessità di confutare le parole della giornalista attraverso diverse precisazioni. “Quanto accaduto nel programma Rai ‘Storie Vere’ è grave ed offensivo. Tutto ciò è grave perché si fa un cattivo servizio di informazione. Viene intaccata la professionalità della difesa che ha presentato nei termini corretti le richieste di perizie. In questo processo c’è la lesione dei diritti dell’imputato che non si è mai potuto difendere”.

Salvagni ha sottolineato come alla difesa di Bossetti sia stato impedito di prendere visione dei reperti che hanno costituito il quadro probatorio a carico dell’indagato, fatto che avrebbe compromesso e limitato il lavoro del genetista difensivo di Bossetti, Marzio Capra, costretto a lavorare con “armi spuntate”:“È cronaca che a Marzio Capra e alla difesa non sono mai stati neppure mostrati i reperti. La difesa non ha potuto vedere i reperti. Provocatoriamente dissi che volevo vedere tutto, anche i buchi, ovvero i pezzi asportati per fare l’esame del Dna. Non abbiamo visto i reperti né mai partecipato ad alcuna indagine scientifica. Spero che la Corte d’Assise d’Appello si accorga di tutto ciò”.

Salvagni ha inoltre detto la sua in merito alla recente condanna di Antonio Logli, e alla posizione assunta al riguardo dal giornalista Carmelo Abbate che, palesemente colpevolista verso Bossetti ha invece espresso qualche perplessità sulla condanna in primo grado a 20 anni inflitta lo scorso 21 dicembre al marito di Roberta Ragusa. “Col debito rispetto per le opinioni, qui c’è un doppio pesismo, un garantismo a corrente alterna. Abate ha detto che se non fosse stata concessa la perizia richiesta dalla difesa sarebbe diventato il primo difensore di Bossetti, cosa che mi pare non sia avvenuta” – ha spiegato l’avvocato Salvagni – “Bisogna valutare le tre esigenze cautelari: reiterazione, inquinamento delle prove e pericolo di fuga. Il giudice, per Logli, ha valutato che queste esigenze non ci sono, in linea con il codice. La potenza mediatica di un processo e la forza dirompente di alcune situazioni sono importanti. I media hanno effetto su alcuni imputati. Vorrei ricordare che Bossetti è stato libero per anni, fino all’arresto, e non ha mai fatto nulla: come poteva, dopo l’arresto, esserci il pericolo di reiterazione del reato? Ritengo questa situazione al limite della fantascienza”.

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veronica pivetti

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