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Caso Yara, Bossetti rigetto scarcerazione: la riflessione della criminologa Bruzzone

La nota criminologa Roberta Bruzzone, che si occupa dei casi di cronaca italiana più tristemente noti, è stata intervistata da IntelligoNew in merito al caso Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate uccisa il 26 novembre 2010 e del cui delitto è accusato Massimo Bossetti.

E proprio in merito all’ennesimo rigetto dell’istanza di scarcerazione presentata dal legale del carpentiere bergamasco, la Bruzzone ha detto la sua. “Era abbondantemente prevedibile, non c’è nessuna sorpresa. Con quest tipo di impianto accusatorio, con un provvedimento di chiusura delle indagini così granitico … Il signor Bossetti farà il processo in custodia cautelare in carcere, non credo ci sia alcun dubbio … “.

Sui dubbi sollevati dall’avvocato Salvagni, difensore di Bossetti, in merito alla incerta attendibilità della prova del Dna (la cui parte mitocondriale non apparterrebbe al muratore) che tiene in carcere il suo assistito, la Bruzzone asserisce: “Il Dna mitocondriale è chiaramente frutto di una contaminazione che è già stata ampiamente spiegata dai tecnici e che non sposta dunque assolutamente nulla nelle indagini”. “Sono un padre di famiglia, non un killer”, così Bossetti nell’udienza del 10 marzo. “Sì” – commenta la Bruzzone – “ma purtroppo di padri di famiglia divenuti assassini ne è piena la crona giudiziaria. Non solo italiana, ma internazionale”.

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