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Caso Yara, colpo di scena sul Dna: “Non appartiene a Bossetti, non va processato”

I difensori di Massimo Giuseppe Bossetti, sarebbero in possesso di più prove, che per il momento non vogliono rivelare, utili a dimostrare l’innocenza de loro assistito, il muratore di Mapello accusato di avere ucciso la ginnasta tredicenne Yara Gambirasio. Per gli avvocati della difesa la prova regina dell’accusa, il Dna, non corrisponde a quello dl loro assistito. Secondo la genetista Sarah Gini, nel pool difensivo di Bossetti, l’elemento non è presente nella relazione autoptica dell’antropologa Cristina Cattaneo, mentre figura nella relazione del Ris.

La genetista della difesa esclude ogni che ci sia compatibilità tra le tracce di Dna ritrovate e il codice genetico di Bossetti. Il 27 aprile si terrà l’udienza preliminare e in vista di questo importante appuntamento la difesa fa sapere: “Non ci siamo limitati a cercare di smontare le accuse, ma abbiamo voluto portare un contributo alla soluzione di questa terribile vicenda”. Probabilmente il collegio difensivo di Bossetti non chiederà riti alternativi e la battaglia si svolgerà tutta in dibattimento se ci sarà.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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