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Caso Yara: cosa accadrà a Massimo Bossetti se la Corte non disporrà super perizia Dna

Caso Yara ultime notizie processo: ha avuto inizio lo scorso 30 giugno il processo d’Appello a Massimo Bossetti, il muratore bergamasco condannato in primo grado all’ergastolo per il delitto della 13enne di Brembate avvenuto il 26 novembre 2010.

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L’unica possibilità che ha l’imputato – il quale dalla prima ora si dichiara estraneo ai fatti contestati e vittima di un clamoroso errore giudiziario – per sperare nell’assoluzione, è quella che la Corte d’assise di Brescia, presso cui si sta celebrando il dibattimento, accolga la richiesta dei suoi legali affinché venga effettuata una super perizia sul Dna che secondo loro dimostrerà che c’è stato un errore nelle indagini e che la traccia genetica di Ignoto 1 (mista al Dna della vittima e rinvenuta sui suoi slip) è figlia di un errore e non appartiene a Massimo Bossetti.

A tal riguardo però ci sarebbe un problema: non sarebbe rimasto materiale per quantità e per qualità sufficiente per fare una nuova analisi, in quanto quella traccia genetica sarebbe stata ‘consumata’ nelle ripetute analisi fatte dalla procura di Bergamo prima che Massimo Bossetti venisse arrestato, e prima che, tramite quegli accertamenti genetici, si arrivasse ad Ester Arzuffi, ma in virtù dei quali si è risaliti ad Ignoto 1 e a Giuseppe Guerinoni, padre biologico dell’imputato.

Di diverso avviso i legali di Bossetti, secondo i quali vi sarebbe ancora del materiale su cui poter effettuare le indagini genetiche di cui sopra; per Salvagni e Camporini, tuttavia, se non fosse possibile ripetere il test sarebbe ‘colpa’ di chi ha esaurito il materiale e, dunque, non si potrebbero dare per acquisiti i dati del Ris che hanno portato alla condanna in primo grado di Bossetti. Va inoltre detto che una eventuale super perizia verrebbe disposta solo se la Corte avanzasse dei dubbi sulla colpevolezza di Bossetti, reputando dunque necessario un nuovo accertamento genetico per fugare eventuali punti oscuri da chiarire sulla attribuzione di quel Dna.

Se la Corte concedesse questa super perizia tanto anelata dalla difesa, e se gli accertamenti confermassero l’esito a tutti noto, è quasi scontato che anche nel processo d’appello verrebbe confermata la condanna per l’imputato. Solo un esito di quel test favorevole a Bossetti (se, cioè, una nuova perizia smentisse il dato emerso da 4 anni di indagini, ovvero che il muratore di Mapello è Ignoto 1) infatti potrebbe ribaltare l’inchiesta e il processo; in caso contrario è presumibile che anche la Corte di Brescia propenderà per la conferma della condanna all’ergastolo.

Chi è convinto della colpevolezza di Bossetti è certamente il sostituto procuratore generale di Brescia, Marco Martani, il quale nella sua requisitoria il 30 giugno scorso ha chiesto la conferma dell’ergastolo per l’imputato, spiegando che “C’è assoluta certezza sull’attribuzione a Massimo Bossetti del profilo genetico ‘Ignoto 1’ riconducibile all’assasinio di Yara Gambirasio”.  “Raramente nella mia carriera di magistrato inquirente” – ha poi aggiunto – “ho visto risultati così rassicuranti dal punto di vista scientifico; per questo non è statisticamente ipotizzabile che esista un’altra persona con lo stesso Dna di Bossetti e di Ignoto”. La parola dunque passa alla Corte, le prossime tappe del processo saranno il 6, il 10 e il 14 luglio. Qualora non venisse disposta la super perizia sul Dna, la sentenza potrebbe arrivare già il 17 luglio.

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