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Caso Yara ‘fan’ di Bossetti a processo, Roberta Bruzzone a UrbanPost: “Io minacciata di morte da membri del clan”

Omicidio Yara Gambirasio: un caso giudiziario, questo, che fa ancora discutere sebbene ormai ‘chiuso’. Sentenza passata in giudicato, Massimo Bossetti condannato all’ergastolo nei tre gradi di giudizio in quanto ritenuto unico e solo responsabile del delitto, eppure siffatta vicenda non cessa di catalizzare l’attenzione mediatica.

Caso Yara processo Bossetti: fanatismo e caso mediatico, retroscena pericolosi

Il carpentiere di Mapello e i suoi difensori non si danno infatti per vinti. Già presentato il ricorso alla Corte Europea, reputano possibile l’ottenimento della revisione del processo. Le recenti dichiarazioni (QUI l’articolo completo) di Massimo Bossetti, inoltre, hanno riportato in auge la vicenda. Il ‘caso mediatico’ per antonomasia, quello relativo alla uccisione della 13enne di Brembate, che ha visto negli anni crearsi un cospicuo filone di ‘innocentisti’, molti dei quali – fermamente convinti della innocenza di Bossetti e mossi da palese fanatismo – hanno utilizzato i social allo scopo di disseminare odio e colpire con la calunnia non solo il pm titolare della inchiesta, Letizia Ruggeri, ma anche i professionisti che in tv hanno sposato la tesi accusatoria della Procura e, interpellati per esprimere la propria opinione in merito al caso, si erano detti convinti della giustezza delle tre condanne inflitte a Bossetti.

Minacce di morte a chi sostiene la colpevolezza di Massimo Bossetti: Roberta Bruzzone principale bersaglio

Ciò ha innescato una situazione estremamente incresciosa fatta di minacce di morte al pm, lettere minatorie, calunnie via web anche nei riguardi di altre persone entrate a vario titolo nella inchiesta Gambirasio e sentite, nella fase preliminare delle indagini, in qualità di persone informate dei fatti poi risultate completamente estranee alla vicenda omicidiaria. Tra i bersagli dei ‘fan di Bossetti’, il noto avvocato Daniele Bocciolini e la dottoressa Roberta Bruzzone. La nota criminologa, colpevolista, è stata più volte minacciata, come lei stessa ha confermato ad UrbanPost nella intervista realizzata pochi giorni fa proprio in merito al processo Bossetti.

silvia brena

Roberta Bruzzone a UrbanPost: “Soggetti ‘clan Bossetti’ a processo per diffamazione nei miei confronti”

Alla domanda “Dottoressa, lei per anni è stata il principale bersaglio di alcuni ‘fan’ di Bossetti”, la criminologa Bruzzone ha risposto schiettamente: “Guardi, conosco purtroppo questo ‘filone bossettiano’ visto che sono stata più volte diffamata e minacciata di morte. Ci sono delle persone sotto processo per questo tipo di vicenda legata proprio a questo ‘clan’ che si è formato di soggetti con problematiche anche piuttosto evidenti e che si sono totalmente immedesimati in Bossetti. Quindi so bene cosa significa … Sono stata presa di mira perché in qualche modo ero una portavoce degli argomenti accusatori che si sono rivelati esatti, completamente confermati. Chiaramente sono stata presa di mira perché ero quella che in qualche modo continuava a dire che loro raccontavano un sacco di stupidaggini e che la verità era altra. Io mi baso su quello che succede nel processo, su quella che è la documentazione legata agli atti, e soprattutto sulla documentazione scientifica. Io che ci fossero dubbi su questo Dna l’ho sempre escluso e come vede i fatti mi hanno dato ragione”. 

L’intervista integrale di UrbanPost alla criminologa Bruzzone: Massimo Bossetti spera in riapertura processo ma “il caso è ‘stra’ chiuso”: UrbanPost intervista Roberta Bruzzone

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