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Caso Yara Gambirasio ultime novità a Quarto Grado: il Dna della discordia potrebbe scagionare Massimo Bossetti?

Le ultime novità sul processo a Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato dell’omicidio della piccola Yara Gambirasio, di cui si è parlato a Quarto Grado, riguardano le tracce di dna rinvenute sugli indumenti della tredicenne di Brembate e attribuite a Ignoto 1 che per l’accusa sarebbe Massimo Bossetti. Secondo la difesa dell’imputato le tracce sarebbero state analizzate con kit scaduti, per cui si sono avanzati dubbi sulla genuinità dei risultati, mentre per l’accusa e per la famiglia Gambirasio questa circostanza non inciderebbe sugli esiti dei risultati ottenuti.

Yara Gambirasio fu ritrovata priva di vita il 26 febbraio 2013 e il suo corpo venne sottoposto ad autopsia, mentre i vestiti che indossava furono mandati al Ris di Parma per essere analizzati. Gli esperti del Ris isolarono il dna mitocondriale e quello nucleare del potenziale assassino che probabilmente ferendosi durante le sevizie sulla vittima, ebbe a lasciare copiose tracce ematiche sui suoi indumenti.

Gli esami sulle tracce del dna hanno però evidenziato che quello mitocondriale non appartiene a Massimo Bossetti a differenza di quello nucleare, una discordanza che in natura non può esistere. I giudici hanno quindi ammesso che vengano esaminati tutti i passaggi che hanno portato all’estrazione della cosiddetta “prova regina”: il dna nucleare. Dunque sono stati ammessi 1400 dati grezzi, una mole enorme di materiale da studiare. Servirà, l’analisi dei nuovi dati a scagionare Massimo Bossetti?

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