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Caso Yara Ignoto 1: l’indagine genetica sulla famiglia di Giuseppe Guerinoni, ecco come si è arrivati a lui

Yara: il ritrovamento del corpo e la traccia genetica dell’assassino

Domenica sera 19 marzo Sky ha trasmesso la seconda delle quattro puntate dello speciale realizzato dalla Bbc sul caso relativo all’omicidio di Yara Gambirasio, dal titolo “Ignoto 1 – Yara, DNA di un’indagine”. La ricostruzione della fase investigativa portata avanti dalla procura di Bergamo, coadiuvata da esperti del Ris, scienziati e carabinieri, dopo il rinvenimento della traccia biologica sul corpo della giovane ginnasta – una traccia mista di Dna appartenente alla vittima e al presunto assassino ‘Ignoto 1’ – fu indirizzata a capire perché l’omicida aveva abbandonato il corpo della ginnasta nel campo di Chignolo d’Isola, trovato accidentalmente il 26 febbraio 2011, esattamente tre mesi dopo l’omicidio.

Quel terreno incolto dista circa 10-12 km da Brembate: l’ipotesi era che il killer conoscesse bene quelle zone, che passasse di lì spesso, magari per lavoro. Iniziò così la mastodontica indagine per risalire al Dna di quell’ignoto che aveva ucciso Yara Gambirasio. Si iniziò con le indagini sui frequentatori della discoteca ‘Sabbie Evolution’ sita proprio nelle vicinanze del campo di Chignolo: furono controllati i profili genetici di 700 persone. Da quella lista furono estrapolati i nominativi di 476 residenti a Brembate e che vi avevano risieduto in passato.

Iniziava a prendere corpo una direzione investigativa ben definita: occorreva cercare nel ceppo genetico di quel territorio, partendo dall’analisi del Cromosoma Y, caratteristica precipua dell’essere maschile. Il Cromosoma Y non consente l’identificazione di un soggetto ma permette di ricostruire la linea patrilineare. Qual era lo scopo degli investigatori? Risalire alla parentela in linea maschile di Ignoto 1.

Si arriva al ceppo familiare di Guerinoni: nell’ottobre 2011 la svolta

Nell’ottobre 2011 la svolta nelle indagini: i biologi incaricati dal pm Letizia Ruggeri isolano tra le centinaia analizzate, il profilo genetico di Damiano Guerinoni perché un suo aplotipo risultava uguale a quello di Ignoto 1. Fu però negativo il confronto del suo Dna con quello di Ignoto 1, perché non coincidevano. Damiano Guerinoni fu interrogato – aveva poi un alibi per la sera del delitto, in quando nel novembre 2010 si trovava in Perù – e così pure i suoi familiari. La madre – incredibile coincidenza – Zanni Aurora risultò essere stata per dieci anni collaboratrice domestica presso la famiglia Gambirasio, ma lei così come il figlio risultarono completamente estranei alla vicenda omicidiaria in questione.

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Non era dunque Damiano Guerinoni che la Procura stava cercando, ma la strada battuta era quella giusta. Si decise così di scandagliare l’intera genealogia della famiglia Guerinoni e l’inchiesta ci riuscì: si andò a ritroso, ricostruendole, 3 generazioni, fino al 1860 circa. Gli inquirenti scoprirono che tutti i Guerinoni erano originari di Gorno, paesino della Val Seriana, distante decine di chilometri da Brembate Sopra. Era una delicatissima fase delle indagini questa, fondata su una sola la certezza: un membro non ancora identificato della famiglia Guerinoni era legato a Ignoto 1, l’assassino di Yara.

Giuseppe Guerinoni, padre biologico di Ignoto 1: ecco come si è arrivati a lui

L’indagine genetica portò poi all’isolamento dei profili genetici di un fratello e una sorella. Di questi a colpire chi indagava il Dna di un certo Pierpaolo Guerinoni: il suo profilo genetico combaciava infatti al 50% con quello di Ignoto 1, eccezion fatta per un solo marcatore genetico. La verità era sempre più vicina? Gli inquirenti lo speravano fortemente e perseveravano su quella pista. Appurato che non era lui Ignoto 1, si puntò su suo padre, che però era morto nel ’99. Giuseppe Guerinoni autista di pullman di Gorno, sposato e padre di tre figli. Estrapolato il suo Dna dal francobollo sulla patente, grazie alla collaborazione dei familiari, e riesumata la salma, la procura ottenne la certezza di ciò che ipotizzava: il Dna nucleare di Giuseppe Guerinoni aveva tutti i marcatori uguali a quelli di Ignoto 1; era lui dunque il padre biologico dell’assassino di Yara Gambirasio.

Ci fu poi la clamorosa scoperta: i figli di Guerinoni avevano il Dna mitocondriale (linea materna) diverso da quello di Ignoto 1. Diventava palese dunque che Pierpaolo Guerinoni (e i suoi fratelli) era fratello di Ignoto 1, generato dallo stesso padre ma da madre differente. Fu allora che si ipotizzò concreta la possibilità che Ignoto 1 fosse un figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni. I figli dell’autista morto nel ’99 e la vedova rimasero sbalorditi dinnanzi alla possibilità che il defunto avesse avuto una storia clandestina e generato un figlio fuori dal matrimonio a loro insaputa.

Ecco dunque la nuova impervia sfida che incrociò la strada del pm Letizia Ruggeri e l’équipe dei suoi collaboratori: trovare la madre di Ignoto 1. Iniziò il prelievo del Dna di tantissime donne che potessero avere avuto contatti con Giuseppe Guerinoni al lavoro, tra le amicizie, e residenti nella sua zona. Si scandagliò il profilo genetico di oltre 500 donne, potenziali madri di Ignoto 1, ma senza risultati. Era il 2013 e le indagini subirono una battuta d’arresto non solo per la mancanza di fondi atti a finanziare nuove ulteriori indagini genetiche, ma anche perché gli inquirenti iniziavano a scoraggiarsi, a pensare di essere arrivati vicini alla verità che sembrava però impossibile da raggiungere a causa di oggettive ed evidenti impossibilità. Ricostruire il passato di un uomo morto nel ’99 era difficile, e le speranze sembravano ormai perdute. Si chiude così la seconda puntata del documentario.

 

 

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