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Caso Yara, lettere scabrose Bossetti: svelata identità della detenuta Gina

Nata a Bergamo 45 anni faLuigina si fa chiamare Gina. Sposata e madre di 4 figli, è stata arrestata nel 2011, condannata a 13 anni di reclusione per truffa, ricettazione e documenti falsi (Fonte Quarto Grado). È lei la donna che avrebbe fatto perdere la testa a Massimo Bossetti, è lei la destinataria delle lettere spinte che il muratore accusato del delitto di Yara Gambirasio scrive da circa 6 mesi, benché non l’abbia mai vista né conosciuta di persona.

Gina sarebbe diventata – stando ad alcuni stralci delle missive pubblicati in esclusiva dal settimanale Giallo e rivelati durante la trasmissione Quarto grado – l’oggetto dei desideri del carpentiere di Mapello, che in alcuni passaggi di quelle missive si lascia andare a delle parole talmente scabrose da avere indotto la pm Letizia Ruggeri a ritenere 5 di quelle missive pertinenti con il quadro accusatorio nei suoi confronti, in quanto rivelatrici della incapacità dell’imputato di ‘frenare’ i suoi impulsi sessuali e di rinunciare ad usare certe parole compromettenti nemmeno ora che è imputato in un processo per omicidio a sfondo sessuale. Le stesse parole (riferite alle parti intime femminili) che gli inquirenti hanno trovato sulla cronologia delle ricerche web del suo pc, e che sono state acquisite agli atti del processo in qualità di prove indiziarie a suo carico.

Ed ora queste lettere (circa una quarantina) inviate alla detenuta rinchiusa nel carcere di Bergamo, potrebbero anche essere considerate un’aggravante del capo di imputazione a carico del 45enne, e proprio domani il pm nella sua requisitoria in aula, potrebbe tirarle in ballo per corroborare le sue accuse di colpevolezza nei confronti del presunto assassino della ginnasta di Brembate.

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