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Caso Yara, Massimo Bossetti in crisi: lettera dal carcere alla moglie Marita

Massimo Bossetti ha scritto un’altra lettera alla moglie Marita Comi, ed ha affidato il suo affranto messaggio d’amore ad un amico di nome Santo. “Esprimi il mio amore a mia moglie” – questo l’incipit della missiva – “Dille che sarei completamente perduto se vivessi anche un solo momento senza di lei”. L’inedita notizia è stata diffusa dal settimanale Giallo, che ha è parlato di un presunto allontanamento tra Bossetti e la moglie Marita. Il rapporto tra i due coniugi sarebbe sempre più burrascoso e fortemente minato dalle recenti vicissitudini che hanno fatto emergere in sede di processo i presunti molteplici tradimenti della moglie di Massimo Bossetti. Ne sarebbe la prova il fatto che l’indagato ha dovuto far ricorso ad un intermediario per comunicare con la consorte, che sembrerebbe aver drasticamente ridotto le visite in carcere al marito.

Gli amanti di lei infatti, ormai sembra assodato, saranno chiamati a testimoniare al processo che vede il muratore di Mapello unico imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Per l’accusa, infatti, il loro racconto servirà a cementificare un aspetto importante del quadro probatorio a carico di Bossetti, ovvero che l’humus familiare nel quale maturò il delitto fosse caratterizzato da un grave periodo di crisi tra Bossetti e la moglie, che portò spesso il carpentiere a dormire fuori casa e a stare lontano da lei.

Se ciò fosse appurato, dunque, la testimonianza di Marita Comi perderebbe credibilità e così l’alibi che la donna ha dato al marito, sostenendo in più occasioni davanti alle telecamere: “Massi cenava ogni sera con me, non ha mai dormito fuori casa, so per certo che la sera del delitto di Yara lui stava casa con me e i nostri figli”.

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