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Caso Yara, Massimo Bossetti davvero colpevole? I dubbi di sua moglie Marita

Le certezze di Marita Comi circa l’innocenza di suo marito, Massimo Bossetti, starebbero iniziando a vacillare. A pubblicare siffatta indiscrezione in un servizio approfondito dedicato al caso Yara Gambirasio, il settimanale Giallo, diretto dal giornalista Andrea Biavardi.

Dalle indiscrezioni emerse sembrerebbe che la signora Bossetti durante un colloquio in carcere abbia chiesto al marito delle spiegazioni in merito al pomeriggio in cui la giovane ginnasta fu rapita e uccisa. Pomeriggio in cui celle telefoniche e telecamere di sorveglianza collocherebbero Bossetti proprio nei pressi della palestra di Brembate in cui la 13enne fu vista per l’ultima volta. Ebbene, il muratore bergamasco, in carcere dal 16 giugno con l’accusa di averla uccisa, pare non sia stato in grado di dargliele.

“Massimo, tu continui a dire di essere innocente e di non c’entrare niente con la morte di Yara. Io ti credo, ma adesso mi devi spiegare cosa ci facevi a Brembate Sopra il pomeriggio in cui la ragazzina scomparve. Il furgone ripreso dalle telecamere sembra proprio il tuo: come puoi giustificare questa cosa?”, queste le parole che la donna avrebbe rivolto al coniuge. Una domanda alla quale il carpentiere avrebbe risposto così: “Marita non lo so. Temo proprio di non riuscire a spiegarti il perché il mio furgone sia stato visto a Brembate Sopra quel giorno”.

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