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Caso Yara Massimo Bossetti depositate motivazioni sentenza: perché è stato condannato all’ergastolo anche in appello

Omicidio Yara Gambirasio ultime notizie: sono state depositate le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso 18 luglio la Corte d’Assise d’appello di Brescia ha confermato la condanna di primo grado all’ergastolo per Massimo Bossetti.

Caso Yara verdetto d’appello: Massimo Bossetti condannato all’ergastolo anche in secondo grado

Una sentenza molto discussa e controversa, quest’ultima, contestata dai difensori dell’imputato giacché la Corte non concesse la più volte richiesta super perizia del Dna, che a detta degli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini avrebbe potuto dimostrare le presunte anomalie della prova scientifica che ha portato alla incriminazione del carpentiere bergamasco e, dunque, la sua innocenza.

Dalle prime indiscrezioni emerse in questi minuti, la conferma che la Corte di Brescia ha sposato in toto l’impianto accusatorio messo in piedi dalla procura di Bergamo, confermato poi dalla Corte d’assise di Bergamo che condannò Bossetti all’ergastolo il 1° luglio 2016, inclusa la piena assoluzione del presunto reato di calunnia ai danni di un ex collega di lavoro.

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Le motivazioni della condanna in appello a carico del muratore di Mapello – in realtà attesa per lo scorso venerdì – sono state depositate stamani presso la Cancelleria della Corte d’Assise d’appello.  Ancora non si conoscono i dettagli, ma i giudici hanno ribadito la condanna all’ergastolo per Massimo Bossetti, accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio avvenuto a Brembate il 26 novembre 2010. Il fasciolo delle motivazioni consta di 376 pagine. I giudici di Brescia hanno fatto proprie le ragioni addotte dal procuratore generale, Mario Martani, che aveva chiesto per l’imputato – ritenuto colpevole del delitto oltre ogni ragionevole dubbio – la conferma dell’ergastolo per Bossetti il quale, lo ricordiamo, continua a professarsi innocente, totalmente estraneo ai fatti e detenuto ingiustamente.

A Massimo Bossetti “non è stata concessa la possibilità di difendersi”, grida a gran voce l’avvocato Salvagni, il quale con il collega Camporini annunciò da subito l’intento di impugnare la sentenza d’Appello e fare ricorso in Cassazione. Polemiche in queste ore anche per la decisione del tribunale di Brescia di non concedere il testo delle motivazioni alla stampa, come evidenziato dal giornalista Giorgio Sturlese Tosi durante la diretta di Quarto Grado venerdì scorso, 13 ottobre.

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