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Caso Yara: Massimo Bossetti era in possesso del suo numero di cellulare?

Gli inquirenti che indagano sull’omicidio di Yara Gambirasio non sarebbero gli unici a pensare che il presunto omicida della ginnasta di Brembate, Massimo Bossetti, fosse in possesso del numero di cellulare della 13enne. Anche la moglie del muratore bergamasco, Marita Comi, in più d’uno dei drammatici confronti avuti in carcere avrebbe incalzato insistentemente il coniuge, domandandogli: “Massi, avevi il suo numero? Avevi una cotta per Yara?”.

Il carpentiere ha sempre negato, dinnanzi alle pressioni in sede di interrogatorio ed alle domande inquisitorie della moglie, infatti, non è mai crollato. Mai una dichiarazione che avesse la parvenza di una ammissione di colpevolezza è uscita finora dalla sua bocca. Eppure la “questione” del cellulare della vittima, in particolare quella relativa alla sim card, è foriera di continui misteri che, ad oggi, la Procura di Bergamo non ha ancora sciolto.

A chi apparteneva il numero di telefono registrato nella posizione 31 e poi rimosso? E soprattutto, chi è stato a cancellarlo? Il killer di Yara, prima di togliere la sim dal dispositivo elettronico (mai trovato) e metterla nella tasca del suo giubbino? Se l’ipotesi che Bossetti avesse il numero di Yara fosse avallata da elementi concreti, si potrebbero aprire nuovi ed inaspettati scenari nella compagine investigativa dell’inchiesta.

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