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Caso Yara, Massimo Bossetti: esplosione dolosa nell’abitazione di un suo sostenitore

Caso Yara news Massimo Bossetti: un fatto inquietante si è verificato pochi giorni fa a Capriate San Gervasio (Bergamo). Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, infatti, un’esplosione avrebbe distrutto la cassetta della posta e danneggiato gravemente il muro della casa di Pietro Pagnoncelli, amico della famiglia del muratore di Mapello condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, che da tempo sostiene la sua innocenza.

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Massimo Bossetti: esplosione dolosa in casa di un suo sostenitore

Il fatto sarebbe avvenuto sabato sera attorno alle 23.30, ne ha dato notizia Il Giorno. Un caso decisamente inquietante: “Un mortaretto non avrebbe causato un danno del genere”, ha detto la vittima dell’atto increscioso; si teme dunque che si sia trattato di un ordigno ben più pericoloso, dagli effetti dannosi. “Non ho nemici, non ho problemi con nessuno. Mi batto da sempre per Massimo e ultimamente lo sto facendo su Facebook”, ha detto Pagnoncelli, destinatario del presunto attentato. Il sospetto, dunque, è che sia stato colpito da qualcuno contrario al suo impegno a sostegno dell’innocenza del muratore bergamasco la cui difesa è impegnata per ottenere la revisione del processo. Pagnoncelli ha denunciato il fatto alle autorità competenti.

La lettera di Marita Comi alla stampa: la verità sul nuovo pool

Indagini in corso, in merito al caso Bossetti, anche da parte dei nuovi consulenti difensivi nominati dalla moglie, la quale attraverso una lettera alla stampa ha motivato la sua decisione e smentito pubblicamente il marito, che – sempre tramite missiva – aveva preso le distanze dalla sua scelta sostenendo di esserne stato completamente all’oscuro. Marita Comi al riguardo ha scritto: “Non c’è mai stata da parte mia l’intenzione di intralciare le indagini del pool difensivo che rappresenta mio marito (Avvocato Claudio Salvagni e team ndr), semplicemente era una mia necessità quella di sentire ulteriori pareri, da altri avvocati, dopo aver assistito impotente alle tre condanne che Massimo ha ricevuto […] Massimo, a differenza di quanto da lui stesso dichiarato, era a conoscenza e consapevole sin dal principio della mia collaborazione con nuovi avvocati e consulenti». 

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