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Caso Yara, Massimo Bossetti il nuovo progetto in carcere: lo conferma il suo avvocato

Caso Yara Massimo Bossetti news: presto trasferito dal carcere di Bergamo a quello milanese di Bollate il muratore di MapellO condannato in via definitiva all’ergastolo per il delitto della giovane ginnasta di Brembate, avvenuto la sera del 26 novembre 2010. “Il trasferimento” – riferisce la redazione online di Quarto Grado –  “chiesto da Bossetti mesi fa, è stato disposto dal Provveditorato lombardo alle carceri e verrà effettuato nei prossimi giorni. Il muratore di Mapello, attualmente detenuto a Bergamo, deve scontare l’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. A Bollate sono reclusi altri condannati “celebri”, da Rosa Bazzi, ad Alberto Stasi, a Roberto Formigoni e Alexander Boettcher”.

massimo bossetti processo d'appello

Massimo Bossetti lavora a un libro con l’avvocato Claudio Salvagni

Bossetti, com’è noto, si professa innocente. Dalle indiscrezioni emerse in queste ore, inoltre, pare che il carpentiere sia alle prese con la stesura di un libro scritto a quattro mani con uno dei suoi legali difensori, l’avvocato Claudio Salvagni che proprio oggi ha dichiarato: “Continuiamo a lavorare per una revisione del processo”. Il Corriere della Sera lo ha intervistato: Salvagni ha confermato ciò che già si evinceva ovvero che il suo legame con Massimo Bossetti in questi anni è andato oltre il normale rapporto professionale tra difensore e assistito. Insieme stanno scrivendo la storia di questi quattro anni “che potrebbe diventare un libro”. “Potrebbe, vedremo. Non è una cronaca, no. E, sì, c’è anche qualcosa che riguarda il nostro rapporto”.

Massimo Bossetti revisione processo: cos’ha in mano la difesa

Il trasferimento nel carcere di Bollate (Milano) dovrebbe avere luogo a breve. “Era nell’aria, anche se io non ho ancora avuto comunicazioni ufficiali”, ha commentato al riguardo Salvagni. Bossetti aveva chiesto il trasferimento nel carcere milanese “per aiutare la famiglia, per impiegare in qualche modo il tempo e perché dove si trova lo spazio è veramente ristretto”, ha detto l’avvocato al Corriere. La difesa del muratore bergamasco non rinuncia alla possibilità di fare riaprire il processo: “Abbiamo ripreso in mano il fascicolo del pm, sono convinto che lì dentro ci sia qualcosa che potrebbe esserci sfuggito … Infatti qualcosa di interessante c’è. E stiamo anche approfondendo temi già trattati a dibattimento […] Non abbiamo ancora quello che può scardinare la sentenza, ma c’è un elemento importante. Il Dna? Certo, ci stiamo lavorando”.

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