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Caso Yara, Massimo Bossetti intercettato: “Vogliono farmi patteggiare 16 anni, ho detto no”

Massimo Bossetti, il muratore di Mapello unico imputato nell’omicidio di Yara Gambirasio, continua a dichiararsi innocente. L’uomo, in carcere da qualche tempo, ha su di sé una grande attenzione mediatica, ma soprattutto gli inquirenti hanno ritrovato alcuni indizi in merito alla morte della tredicenne ginnasta di Brembate di Sopra, che ricondurrebbero proprio a lui.

Martedì prossimo a Brescia ci sarà una nuova udienza davanti al Tribunale del Riesame, lo stesso che qualche settimana fa ha negato la scarcerazione per il presunto assassino di Yara, per la seconda volta. La difesa di Bossetti però non ci sta e, “viste le prove confutabili, in particolare quella del DNA”, chiederà nuovamente la scarcerazione per il suo assistito. Intanto sono state consegnate al giudice altre intercettazioni che riguardano Massimo Bossetti, in particolare un colloquio, avvenuto il 23 dicembre scorso, tra il muratore di Mapello, suo fratello Fabio e sua cognata Monica Esposito.

“La Procura vuole farmi patteggiare il meno che dà, 16 anni – confida Bossetti al fratello e alla cognata, e poi continua – Io siccome continuo a dire che sono innocente, e lo dirò fino alla fine, prendo quella strada qua. Lo so che rischio grosso, rischio l’ergastolo lo so”. Più tardi è sempre Massimo Bossetti a confidare al fratello le parole del suo legale e la possibilità di patteggiare, così che la pena venga ridotta e in pochi anni possa far ritorno alla sua casa con la sua famiglia. L’uomo però non sembra voler negoziare e anche il fratello gli consiglia: “Vedi di non farti ingolosire”.

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