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Caso Yara, Massimo Bossetti: la nuova verità della madre sposterà qualcosa nel processo?

Massimo Bossetti è davvero nato in provetta?

Il Caso Yara Gambirasio è tornato a dominare la scena della cronaca nera dopo le clamorose dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Ester Arzuffi, madre di Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per il delitto della ginnasta 13enne di Brembate.

In una intervista esclusiva mandata in onda lo scorso lunedì sera su La 7, durante la trasmissione ‘Bianco e Nero’, la signora Ester Arzuffi per spiegare il fatto che la scienza ha dimostrato che Giuseppe Guerinoni è il padre biologico dei suoi figli gemelli, Massimo Bossetti e Laura Letizia, ha ipotizzato di essere stata sottoposta a fecondazione assistita a sua insaputa. Unico modo, secondo lei, per spiegare il fatto che il padre dei suoi figli non è il marito, deceduto di recente, ma l’autista di Gorno – deceduto anch’egli, nel ’99 – che a fine anni sessanta guidava l’autobus che la portava al lavoro e con cui “non ho mai avuto una relazione”.

Una vicenda sulla quale i legali di Bossetti non si sono ancora espressi ufficialmente, ma che presumibilmente sarà oggetto della loro valutazione, anche per capire se e come questa vicenda potrebbe in qualche modo influenzare il corso del processo d’Appello che avrà inizio nei prossimi mesi.

Caso Yara, le dichiarazioni di Ester Arzuffi spostano qualcosa nel processo?

Anche il settimanale Giallo si è occupato di questa clamorosa questione, pubblicando le forti dichiarazioni della Arzuffi: “In questi tre anni ho riflettuto molto, cercando di trovare una spiegazione alla paternità dei miei figli, oggi ho finalmente capito”, ha detto la donna. Ester Arzuffi sottoposta a inseminazione assistita a sua insaputa, alla fine degli anni sessanta: se ciò fosse vero, come è spiegabile che il seme del donatore ‘anonimo’ sia finito tra le mani del ginecologo della donna, e soprattutto che appartenga ad un uomo che era suo vicino di casa e che guidava l’autobus con cui lei andava al lavoro? Dichiarazioni “ai limiti dell’assurdo”, ha tuonato la criminologa Roberta Bruzzone esprimendosi sul caso.

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La storia dell’inseminazione di Ester Arzuffi non avrebbe senso nemmeno per la genetista Marina Baldi interpellata da Giallo, e comunque non sposterebbe nulla nel processo a carico di Massimo Bossetti, giacché il procedimento giudiziario che lo vede coinvolto non è mai entrato nel merito di come l’imputato sia stato concepito, ma si è sempre e solo incentrato sull’inconfutabile dato genetico che prova che Giuseppe Guerinoni è il suo padre biologico.

“Se glielo dico io, non son stata a letto con Giuseppe Guerinoni e neanche ho avuto una sveltina e neanche ho avuto, scusate il termine ma neanche sono andata in camporella. Ecco, diciamo questo perché io sono sincera nelle cose.” – ha detto insistentemente la madre di Bossetti a Vito Francesco Paglia che la intervistava per ‘Bianco e Nero’ – “Io andavo da questo medico. Io ero in mano sua. Non perché non rimanevo incinta, io sono rimasta incinta ma i bambini mi morivano addosso, allora lui diceva: ‘Diamo uno spunto in più per aiutare anche gli spermatozoi di tuo marito’. Ed è lì che mi hai inserito un liquido freddo, freddissimo”.

Ester Arzuffi: perché ha taciuto questa sua verità durante le indagini e il processo del figlio?

A questo punto viene da domandarsi perché Ester Arzuffi abbia taciuto questa verità quando il figlio è stato arrestato, durante le lunghe indagini e nel corso del processo di primo grado che ha portato alla condanna all’ergastolo di Bossetti? Perché non dirle prima queste parole e tentare il tutto per tutto per salvare il figlio da condanna certa? Quando fu chiamata a testimoniare, nell’udienza di febbraio 2016 la Arzuffi si avvalse della facoltà di non rispondere. E ora spiega perché: “Perché avevo addosso i media, avevo addosso di tutto e di più, ne ho sentite di tutti colori e quindi per rispetto di mio marito, dei miei figli e per me stessa ho preferito non rispondere. Ci ho pensato molto e ho deciso che proprio adesso è il momento in cui io devo parlare e dire veramente tutto quello che io mi sento di dire, è la mia verità e la verità pura”.

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