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Caso Yara Massimo Bossetti, legali chiedono scarcerazione: “Indizi di colpevolezza inesistenti”

È stata presentata quest’oggi al gip di Bergamo una nuova richiesta di scarcerazione per Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra trovata senza vita il 26 febbraio del 2011. La richiesta è arrivata sul tavolo del gip poche ore fa e portava la firma di Claudio Salvagni, il legale che difende Bossetti.

È la seconda volta che la difesa di Massimo Bossetti presenta al gip di Bergamo una richiesta per la scarcerazione dell’uomo. Al contrario della volta scorsa, però, Claudio Salvagni ha posto sul tavolo della trattativa delle prove che scagionerebbero l’uomo dalle accuse. In particolare ci riferiamo alla mancata coincidenza del Dna mitocondriale di “Ignoto 1” trovato sul corpo di Yara Gambirasio, con quello del muratore 44enne. Secondo le ultime dichiarazioni rilasciate dall’avvocato, proprio questa sarebbe un’informazione che da sola basterebbe a motivare la liberazione del suo assistito, che si trova in cella dal 16 giugno scorso: “In un Paese civile – ha detto Claudio Salvagni – Massimo Bossetti sarebbe già libero”.

“Alla questione Dna – ha aggiunto ancora l’avvocato del presunto assassino – si unisce un’altra circostanza significativa: dalle indagini, infatti, non è emerso alcun contatto tra la vittima e Bossetti”. Ed infatti, secondo quanto emerge nelle indagini del caso Yara, la tredicenne di Brembate di Sopra e il muratore di Mapello risultavano non conoscersi, senza considerare che dei 200 reperti piliferi isolati sul corpo della giovanissima vittima, nessuno è riconducibile a Bossetti.

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