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Caso Yara, Massimo Bossetti: letta a Quarto Grado missiva scabrosa alla detenuta Gina

Ieri UrbanPost ha intervistato Claudio Salvagni, avvocato di Massimo Bossetti (QUI l’intervista integrale), che questa sera è stato ospite a Quarto Grado per rispondere alle domande di Gianluigi Nuzzi. Tra le varie tematiche affrontate, dopo 38 udienze e il processo di primo grado ormai agli sgoccioli (la sentenza è infatti attesa i primi di giugno), impossibile che il discorso non si soffermasse sulle tanto chiacchierate lettere scabrose che Massimo Bossetti si scambia da mesi con una detenuta del carcere di Bergamo di nome Gina.

Per la prima volta da quando il giudice della Corte d’Assise, Antonella Bertoja, ha deciso su richiesta del pm Ruggeri di ammetterle al processo, è stato svelato il contenuto integrale di una di esse. La lettera è datata 17 gennaio 2016 e il detenuto Bossetti scrive a Gina a più riprese, la informa di tutti i suoi movimenti, pensieri, speranze e stati d’animo – “Guardo fisso la fotografia di mio padre, lo prego sempre, tutte le sere. So che sarà sempre al mio fianco, perché lui sa che sono pienamente innocente … Yara glielo ha detto” – e si descrive vittima dei giudici e degli inquirenti: “Mi vogliono incastrare, vogliono fare pagare a me i loro errori per non rovinare le loro carriere e ammettere di avere sbagliato”.

Si arriva poi ai passaggi più scabrosi, che il conduttore ha preferito non leggere integralmente. Bossetti si descrive fisicamente – “sono fresco e profumato, a posto con me stesso” – e cerca di aprirsi a Gina, che non ha mai conosciuto di persona: “Voglio levarti i dubbi che potresti porti: sono affettuoso, romantico, gentile e dispensatore di coccole …  al contrario di mia moglie, va beh, non si può avere tutto dalla vita”. Poi si addentra nella sfera più intima e privata e le dice che ama depilarsi tutto il corpo, anche le parti intime – nel farlo usa il verbo “rasare” (“perché la pelle è più bella e morbida, liscia al tatto”), stessa parola usata per le ricerche web dal suo pc, e che per questo ha destato l’interesse investigativo della pm Letizia Ruggeri. “E tu, Gina, apri il tuo cuore come ho fatto io con te?”, dice in chiusura alla sua sconosciuta amica detenuta che, stando alle parole del carpentiere, avrebbe dimostrato di nutrire un sincero interesse affettivo nei suoi confronti.

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