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Caso Yara, Massimo Bossetti e Marita Comi polemica compensi apparizioni tv: Claudio Salvagni interviene su Facebook

Omicidio Yara Gambirasio ultime notizie: a poche ore dalla polemica innescatasi a seguito di un piccato articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano a firma di Selvaggia Lucarelli, che pone l’accento sulla discutibile condotta di Massimo Bossetti – condannato anche in appello all’ergastolo per il delitto della 13enne di Brembate – e la moglie Marita Comi, intercettati durante un colloquio in carcere mentre definiscono il da farsi in merito agli importi guadagnati dalla donna nelle intervista televisive, interviene anche Claudio Salvagni.

La vicenda dei compensi per le ospitate in tv si è rivestita di attualità perché sono stati proprio i giudici della Corte di Assise d’appello di Brescia a farne menzione nelle motivazioni della sentenza di condanna, giudicando riprovevole ( “L’atteggiamento psicologico di Bossetti non è certo quello di colui che è disperato e che proclama la sua innocenza […] ma quello di chi cerca di gestire a suo vantaggio il clamore mediatico sorto dalla vicenda”) il comportamento del muratore di Mapello. A tal riguardo poco fa è intervenuto con un lungo post sul suo profilo Facebook l’avvocato Claudio Salvagni, che difende Massimo Bossetti insieme al collega Paolo Camporini.

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La sentenza di Brescia afferma che Massimo ha gestito come una sorta di manager le apparizioni televisive della moglie così spinto dal suo avvocato per fare soldi dalla vicenda processuale. Quindi, era tutt’altro che affranto e disperato ma un freddo calcolatore così come calcolatore è il suo avvocato. Niente di più falso!” – ha subito precisato il legale, prendendo le distanze dall’aspra considerazione fatta dai giudici nei riguardi di Bossetti e del suo pool difensivo, e dal clamore mediatico che la faccenda sta suscitando anche in queste ore – “Voglio ricordare che quando Massimo è stato arrestato da mesi non prendeva lo stipendio tanto da dover inventare scuse assurde (che gli sono valse il soprannome del favola) per andare a cercarsi nuovi lavori per mantenere la famiglia. La famiglia e il suo sostentamento sono stati i pensieri più importanti per Massimo, anche in carcere, ed anche in considerazione che Marita – senza lavoro – non trovava alcuna attività retribuita proprio perché moglie del “mostro”. (Marita non è rimasta a casa ad utilizzare i “lauti guadagni” ma si è rimboccata le maniche e, grazie ad una persona che non vuole apparire ma di grande sensibilità, ha trovato un lavoro, anche se umile, onesto)  … […] E’ paradossale, quindi, che si dipinga una difesa affamata di soldi quando, non solo HA LAVORATO GIORNO E NOTTE GRATIS, ma ha addirittura dovuto anticipare le ingenti spese di cui si è detto in parte ripianare direttamente da Marita e dalla famiglia anche con i soldi delle pochissime apparizioni televisive che, per chi non lo sapesse, sono lordi e comprensivi di iva, quindi vanno divisi praticamente della metà”.

La difesa di Massimo Bossetti, spiega Salvagni, crede nell’innocenza di quest’uomo e “Continueremo a lavorare a testa alta come abbiamo sempre fatto perché crediamo nel nostro lavoro in favore di una persona che se non avesse trovato sulla sua strada tante persone di buona volontà sarebbe già dimenticata nella più buia delle celle condannato, senza se e senza ma, al carcere a vita” […] Lo sciacallaggio continuo verso questo uomo e verso questa difesa ha dell’incredibile rasentando addirittura il paradossale ma questo mi fa capire di essere – se ce ne fosse bisogno – di essere sulla strada giusta”. Qui sotto il post integrale:

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