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Caso Yara Massimo Bossetti news: lettera a Feltri e duro attacco all’ex ministro Alfano

Omicidio Yara Gambirasio news: Massimo Bossetti non si dà pace e torna a proclamarsi innocente attraverso l’ennesima lettera dal carcere. Stavolta il destinatario è il giornalista Vittorio Feltri, direttore di Libero. Esasperato e colmo di rabbia, il muratore di Mapello condannato all’ergastolo per il delitto della ginnasta di Brembate si professa, ancora una volta, totalmente estraneo ai fatti e vittima di una gravissima ingiustizia.

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Caso Yara: nuova lettera di Massimo Bossetti dal carcere

«Ogni mio diritto alla difesa è stato calpestato, mi volevano far confessare un delitto che non ho commesso […] Non sono né l’assassino della povera Yara, né il mostro che i media e i social hanno dipinto. Sono un uomo normale, semplice, che pensava al lavoro e a non far mancare nulla alla propria famiglia», questo uno dei passaggi cruciali della missiva in cui Bossetti dà libero sfogo al suo stato d’animo. Il carpentiere Bergamasco si rivolge a Feltri con queste parole: «Gentile Direttore Feltri, forse rimarrà sorpreso che io le scriva. Ritengo che lei da bergamasco doc sia un uomo di sani principi. Io, Direttore, non sono né l’assassino della povera Yara né il mostro che i media e i social hanno dipinto. Arriva quel maledetto giorno (dell’arresto, il 16 giugno 2014 ndr) che ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia e dei miei cari che oggi mi guardano dal cielo e sono convinto che questa vicenda li ha provati moltissimo».

Bossetti attacca l’ex ministro Alfano

Bossetti scrive parole colme di rabbia e riferite ad Angelino Alfano, ministro della Giustizia all’epoca del suo arresto. Oggetto di critica il tweet che all’epoca dei fatti Alfano pubblicò per annunciare l’arresto di Bossetti: “Individuato l’assassino di Yara Gambirasio”, evidentemente dimenticando la presunzione di innocenza per qualunque indagato fino al terzo grado di giudizio, e rivelando via social il fermo dell’allora ‘Ignoto 1’ prima ancora che fosse stato ufficializzato dalla Procura. «Il trattamento che la giustizia italiana mi ha riservato è stato scorretto e ha calpestato ogni diritto alla difesa e mi riferisco anche a quell’ex ministro dell’Interno incapace che gridava al mondo che era stato preso l’assassino di Yara calpestando la Costituzione», scrive Bossetti riferendosi all’episodio che suscitò non poche polemiche. «La soluzione del caso di Yara Gambirasio è un grande risultato – rettificò poi Alfano – Ovviamente la presunzione di innocenza vale per tutti». 

massimo bossetti processo d'appello

Massimo Bossetti chiede aiuto a Vittorio Feltri

Bossetti nella lettera a Libero denuncia presunte pressioni ricevute per confessare l’omicidio di Yara Gambirasio: «In carcere a Bergamo la pm e vari responsabili dell’organo penitenziario mi pressavano a confessare in continuazione un delitto proponendomi benefici. Come potevo confessare un delitto che non ho commesso? […] Grido dall’inizio di ripetere la prova del Dna e sono sicuro che Le verrebbe ogni ragionevole dubbio […] – poi la esplicita richiesta d’aiuto al noto giornalistaDirettore, la prego di porgermi la Sua mano d’aiuto, non è giusto essere dipinto come un mostro, non è giusto che mi abbiano affibbiato un ergastolo, non è giusto che venga commesso un errore giudiziario, per l’incapacità professionale e Confido che Lei possa capire cosa ho e sto provando. Gentile Direttore, La prego di prendere in considerazione la mia richiesta d’aiuto, restando a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti». 

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