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Caso Yara, Massimo Bossetti perde la potestà genitoriale e si dispera: “Mi stanno uccidendo”

Massimo Bossetti affranto e attonito, dopo la sentenza di primo grado che venerdì scorso 1° luglio lo ha condannato all’ergastolo ritenendolo l’esecutore materiale dell’omicidio della giovane Yara Gambirasio, nei giorni scorsi ha incontrato in carcere la moglie Marita, il fratello Fabio e uno dei suoi legali, Claudio Salvagni.

Prima del pronunciamento del verdetto dei giudici della Corte d’Assise di Bergamo, aveva ancora una volta proclamato la sua innocenza tuttavia assicurando: “Accetterò la sentenza, qualunque essa sia”. Ma adesso, a sangue freddo, affrontare la realtà sembra per lui un’impresa impossibile da realizzare.

Il primo pensiero, durante il colloquio con i familiari, il muratore di Mapello lo avrebbe rivolto ai suoi figli: “Mi hanno tolto la potestà genitoriale. Cosa significa? Che non vedrò più i miei figli?”. Bossetti ha tre figli, e il pensiero di non poterli nemmeno più incontrare in carcere lo starebbe attanagliando e angosciando: “Mi stanno uccidendo”, avrebbe confidato, in preda alla disperazione, ai suoi cari.

Nonostante il suo legale lo abbia rassicurato dicendogli che trattasi di una pena accessoria, che entrerebbe in vigore solo se la condanna venisse confermata al terzo grado di giudizio, con sentenza della Cassazione, Massimo Bossetti, avrebbe mostrato molta preoccupazione e timore di perdere i suoi figli. “Se io sono innocente come possono condannarmi?” – avrebbe poi ribadito al suo legale – “Tuttavia devo andare avanti per i miei figli e quando avrò superato questo momento di disperazione continuerò a lottare”.

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