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Caso Yara, Massimo Bossetti processo: no a telecamere in aula, è polemica

Omicidio Yara Gambirasio: il processo d’appello a Massimo Bossetti inizierà in Corte d’assise a Brescia il prossimo venerdì 30 giugno. Vietato l’ingresso delle telecamere in aula, ed è già polemica. I giornalisti di Quarto Grado, appresa la notizia, durante la diretta di venerdì scorso si sono mostrati con la bocca incerottata in segno di protesta contro questa decisione della Corte. Come nel procedimento di primo grado, che ha visto condannato all’ergastolo il carpentiere bergamasco, la stampa seguirà dunque le fase salienti del processo fuori dal Palazzo di Giustizia.

“Il giorno 30 il Palazzo di Giustizia di Brescia vivrà la sua ordinaria attività. Naturalmente, l’attenzione di tanti per l’inizio del giudizio di secondo grado concernente l’omicidio di Yara Gambirasio, certo, non mi sfugge”, ha dichiarato il Procuratore generale di Brescia Pierluigi Maria Dell’Osso nel constatare la notevole attenzione mediatica che da questo caso continua a scaturire.

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Proprio questo il motivo che ha spinto la Corte ad adottare misure straordinarie per la sicurezza, vietando appunto telecamere e macchine fotografiche in aula. Le telecamere delle televisioni potranno seguire ed aggiornare pedissequamente tutte le tappe di questo atteso processo d’appello solamente in strada, lungo via Gambara, che il giorno della prima udienza sarà chiusa al traffico proprio per permettere ai furgoni-regia delle tv di posizionarsi in prossimità del tribunale.

Il processo a Bossetti è aperto al pubblico, oltre che alla stampa, ma nessuna immagine potrà documentare le udienze e Massimo Bossetti sarà fatto entrare in aula dall’ingresso sotterraneo. Claudio Salvagni, uno dei difensori dell’imputato, si è espresso così in merito a Il Giornale di Brescia: “La decisione della corte di non far entrare in aulea le telecamere giuridicamente non fa una grinza perché viene opposta una mancanza di un interesse pubblico superiore alla conoscenza. Anche se io personalmente sono sempre favorevole perché chiunque può vedere cosa avviene durante il processo”. Rafforzato anche il servizio di sicurezza all’interno del tribunale: l’aula dove si svolgeranno le udienze sarà infatti presidiata da un numero maggiore di carabinieri. 

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