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Caso Yara, nessuna traccia di DNA sugli abiti di Massimo Bossetti

I risultati lasceranno sicuramente interdetta l’accusa: sugli abiti di Massimo Bossetti non è stata trovata nessuna traccia di DNA appartenente a Yara Gambirasio. Non è la sola buona notizia per Massimo Bossetti. Claudio Salvagni, il legale del muratore di Mapello, ha raccolto la testimonianza di una donna che il 26 novembre 2009 conobbe l’amico di una sua vicina di letto all’ospedale in cui era ricoverata. Si trattava di un romeno che lavorava nell’edilizia e che avrebbe affermato di essere amico di una ragazzina di nome Yara e praticava la ginnastica. Poco tempo dopo l’uomo, a causa della perdita del lavoro, sarebbe tornato in Romania.

Guerra di testimoni quindi tra l’accusa e la difesa. Proprio l’impianto accusatorio in questi giorni è stato rinforzato dalla testimonianza di due ragazze che hanno riconosciuto proprio Massimo Bossetti come l’uomo che le avrebbe molestate pochi anni prima dell’omicidio di Yara Gambirasio.

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