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Caso Yara news, anomalie da perizia felpa: cambia la scena del crimine?

Caso Yara: il mistero della felpa

Omicidio Yara Gambirasio: continua il lavoro del settimanale Oggi atto a smantellare i capisaldi della pubblica accusa che, accolti dalla Corte d’Assise di Bergamo, hanno portato lo scorso 1° luglio alla condanna in primo grado all’ergastolo di Massimo Bossetti, ritenuto responsabile del delitto della 13 enne di Brembate.

Dopo l’approfondimento sui calzini che la vittima indossava, imbrattati del suo stesso sangue, nuovi dubbi sulla scena del crimine e sul ritrovamento del corpo della vittima. “I calzini dentro le scarpe erano sporchi del suo stesso sangue”. Elemento, questo, che non collima con il fatto che la ragazzina quando fu rinvenuta indossasse le scarpe e non avesse ferite ai piedi. Quelle tracce di sangue furono analizzate dai Ris, i quali chiarirono che “è stato possibile estrapolare un unico profilo genotipico femminile riconducile a Yara da ambedue i prelievi effettuati in corrispondenza delle tracce ematiche”. Così scriveva Oggi qualche settimana fa.

Caso Yara news, il giallo dei calzini imbrattati di sangue: dettagli inediti su dichiarazioni Ris

Processo Bossetti: calzini imbrattati di sangue e felpa, due elementi che potrebbero scagionarlo?

Stavolta il settimanale parte, sempre attingendo alle carte dell’inchiesta, dalle dichiarazioni incentrate sulla relazione medico-legale stilata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che lavorò sui reperti dal 28 febbraio all’11 agosto 2011. L’attenzione in questo caso è rivolta alla felpa della giovane Yara, indumento sul quale – a detta di ciò che scrive Oggi – potrebbero esserci infatti le prove che il corpo della vittima non sarebbe sempre stato laddove il 26 febbraio 2011, tre mesi dopo il delitto, fu rinvenuto: nel campo di Chignolo d’Isola. La tesi giornalistica è che qualcuno abbia portato lì il corpo in un secondo momento.

Se nel processo d’Appello a carico del muratore bergamasco, che avrà inizio il prossimo 30 giunto a Brescia, ciò venisse dimostrato, molte delle accuse a carico dell’imputato potrebbero cadere. La tesi fa leva su quanto asserito nella relazione della Cattaneo lunga 470  pagine, dove si spiega che sulla felpa di Yara, che la ginnasta la sera del 26 novembre 2010 indossava sotto il piumino e sopra la maglietta, mancherebbero due importanti elementi rinvenuti invece sugli altri indumenti della vittima: le lacerazioni provocate dagli animali come i roditori e la polvere di ossido di calcio. Perché? Come si spiega questo importante particolare?

Nuova perizia sul Dna ed altre anomalie: il processo d’Appello a Bossetti

L’ipotesi messa in piedi dal settimanale Oggi è che Yara sia stata aggredita e uccisa altrove, e che dopo la morte le siano stati sfilati il giubbino, la felpa e addirittura le scarpe. La vittima sarebbe stata rivestita in un secondo momento, poi abbandonata in quel campo. Questi elementi – sempre seguendo siffatta tesi giornalistica – potrebbero stravolgere lo scenario così come l’ha ricostruito l’inchiesta della Procura che colloca un solo colpevole su un’unica scena del crimine. Tuttavia se anche l’apparente anomalia della felpa avallasse la possibilità di una pista investigativa alternativa, la prova regina che nel processo di primo grado ha inchiodato Massimo Bossetti – ovvero il Dna di Ignoto 1 (che per i giudici è del muratore) misto a quello di Yara, rinvenuto sui leggings e sugli slip della vittima – non verrebbe minimamente scalfita. Per confutare quella traccia genetica, infatti, i difensori di Bossetti chiedono una super perizia sul Dna che secondo loro potrebbe dimostrare che nell’indagine che ha portato da Ignoto 1 a Massimo Bossetti vi sarebbe un clamoroso errore. La Corte d’Assise di Brescia accorderà loro quanto richiesto? Presto lo sapremo in quanto il processo d’Appello è alle porte.

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