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Caso Yara, news Dna sul giubbino: svelato il mistero del capello femminile

Il capello incastrato fra il giubbino di Yara e il terreno del campo di Chignolo d’Isola, dove il 26 febbraio 2011 fu rinvenuto il cadavere della 13enne di Brembate, apparterrebbe a Rosita Brena. Ma chi è questa donna? Di lei non si era mai parlato in 5 anni di indagini, fino all’ultima udienza del processo a Massimo Bossetti, quando anche la difesa del muratore di Mapello è venuta a sapere della presenza di un altro Dna femminile sul corpo della vittima, il suo.

Stesso cognome di Silvia Brena, insegnante di ginnastica di Yara il cui Dna è stato trovato in una traccia biologica sul polsino sinistro del giubbino della ginnasta, ma nessun legame tra le due donne. Almeno secondo l’indiscrezione rivelata quest’oggi da Barbara D’Urso durante la diretta di Pomeriggio 5.

La sua inviata è infatti riuscita a contattare la signora Rosita Brena, donna adulta con due figli, che le ha rivelato di non avere alcun legame di parentela con Silvia Brena e di non conoscerla affatto. La signora Rosita ha poi rivelato che sua figlia era una compagna di classe di Yara, e che il capello incastrato tra il terreno e il corpo della 13enne apparterrebbe proprio a lei. “Si abbracciavano, giocavano insieme”, ha detto la donna per spiegare la presenza di quel capello sul giubbino di Yara.

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