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Caso Yara news: la mamma di Bossetti intercettata inchioda il figlio

Un’intercettazione ambientale alla signora Ester Arzuffi, madre del presunto assassino di Yara Gambirasio, sarebbe da considerare quale ulteriore prova della presenza del carpentiere bergamasco a Brembate, nei pressi del campo di Chignolo d’Isola, proprio nella fascia oraria in cui il 26 novembre 2010 la giovane ginnasta veniva sequestrata e uccisa.

“Parlando della scomparsa di Yara, Massimo mi aveva detto di essere passato di lì…”, questa la frase isolata dagli inquirenti che la donna avrebbe detto rivolgendosi al figlio minore Fabio nella sala d’attesa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, la sera del 16 giugno 2014, quando Massimo Bossetti fu arrestato.

L’intercettazione, diffusa dal settimanale Giallo, potrebbe avere un peso rilevante in sede di dibattimento, la cui prima udienza è prevista per il prossimo 3 luglio. Se infatti il muratore dichiarò sempre di non ricordarsi cosa avesse fatto la sera dell’omicidio di Yara, poi, cambiando versione, disse di essere un abitudinario che dopo il lavoro torna subito a casa dalla moglie e i figli, e che anche in quell’occasione certamente si trovava in famiglia. Invece per gli inquirenti la sera in cui la ginnasta fu uccisa Bossetti stava proprio nei pressi della palestra di Brembate, dove Yara fu prelevata. A provarlo, i video delle telecamere che riprenderebbero ben 7 volte il suo furgone in quella zona; ed ora, a rafforzare l’ipotesi investigativa, le parole ‘involontarie’ e spontanee di sua madre Ester Arzuffi.

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