in ,

Caso Yara news, Massimo Bossetti accusa due ex colleghi: “Erano taciturni”

All’indomani dalla terza udienza-fiume del processo a Massimo Bossetti, trapela un’indiscrezione riguardante una lettera da lui inviata ad Ezio Denti, criminologo facente parte del suo pool difensivo. Nella missiva il muratore renderebbe edotto il suo consulente circa “due persone taciturne riguardo al caso, nel cantiere” di Mapello, dove lui lavorava all’epoca dei fatti, nel novembre 2010, quando Yara Gambirasio fu uccisa.

Bossetti, che peraltro oltre che di omicidio pluriaggravato è accusato di calunnia nei confronti di Massimo Maggioni, suo ex collega, per aver fatto delle insinuazioni su di lui, si difende e accusa la Procura di non avere approfondito abbastanza la “pista del cantiere” fiutata dai cani molecolari a inizio indagini. Il muratore scrive a Denti che l’omicidio di Yara potrebbe essere stato una vendetta a Fulvio, suo padre, che disse “Aprite quei cancelli e lasciate andare mia figlia”. “A cosa e a chi si rivolgeva?” – si interroga Bossetti – “E se avesse fatto un torto ai suoi posatori di guaine, che la maggior parte sono peruviani e boliviani, per un mancato pagamento di un lavoro eseguito male? Oppure per essere stati licenziati e loro gliel’hanno fatta pagare in quel modo?”.

Intanto venerdì a fine udienza i legali del carpentiere bergamasco, Salvagni e Camporini, si sono detti “soddisfatti” per avere ottenuto dalla Corte di Assise di Bergamo i “dati grezzi” relativi all’esame del Dna che inchioderebbe Bossetti. “Abbiamo chiesto di poterli avere perché fino ad ora avremo solo una sorta di analisi di una radiografia, non la radiografia stessa”– ha detto Claudio Salvagni – “Solo con i dati grezzi sarà possibile stabilire se sono stati commessi degli errori”.

anticipazioni un medico in famiglia 9

Un Medico in Famiglia 10 anticipazioni: tante coppie che scoppiano

canon camera

Canon studia una network camera per i sistemi di sorveglianza notturna