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Caso Yara news, Massimo Bossetti intercettato: per l’avvocato è solo “frase suggestiva”

Claudio Salvagni, l’avvocato difensore di Massimo Giuseppe Bossetti, poco fa in collegamento telefonico a Mattino 5, ha espresso il suo giudizio in merito alla intercettazione fatta al suo assistito in cella e che, a detta del pm Letizia Ruggeri, dimostrerebbe ulteriormente la colpevolezza dell’indagato.

“La difesa del signor Bossetti ha smontato punto per punto tutti i pilastri dell’inchiesta, dimostrando l’estraneità ai fatti del mio assistito” – così Salvagni – “la frase intercettata è stata estrapolata dal contesto e manipolata. È stato volutamente travisato il senso di quella frase, che la Procura la riporti per intero”. Per l’avvocato, il carpentiere di Mapello avrebbe detto “non confesso per non colpire la mia famiglia” intendendo di non avere niente da confessare perché innocente e di volere che la sua famiglia possa sempre portare il suo cognome con orgoglio.

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A detta del legale, inoltre, si starebbe dando eccessiva importanza ad una frase “suggestiva” e irrilevante ai fini dell’inchiesta, al solo scopo di “spostare l’attenzione altrove” per non trattare la questione di vera importanza: l’inattendibilità della prova scientifica del Dna a carico del signor Bossetti.

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