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Caso Yara news, Massimo Bossetti e Marita: il dettaglio intimo legato alla sfera coniugale citato dai giudici, quello il movente?

Omicidio Yara Gambirasio news motivazioni sentenza condanna Massimo Bossetti: non solo la traccia del Dna, il passaggio del furgone intorno alla palestra e la cella telefonica di via Natta a Brembate agganciata dal carpentiere di Mapello, ma anche la sua sfera intima e privata legata alla vita coniugale è entrata a far parte del fascicolo in cui sono specificate nel dettaglio le ragioni dei giudici di Brescia che hanno confermato l’ergastolo per il muratore.

—> Caso Yara condanna Massimo Bossetti news: prove di colpevolezza oltre il Dna

Sappiamo che la Corte d’Assise di appello di Brescia, infatti, ha riconosciuto la natura sessuale del movente dell’omicidio, fornendo più argomentazioni di quanto non fatto dai giudici di primo grado di Bergamo, che sul movente del delitto non si sbilanciarono poi tanto, rimanendo sempre nell’ambito delle supposizioni.

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Quelli di Brescia, invece, hanno meglio circostanziato le loro ragioni: il movente che avrebbe spinto Massimo Bossetti a uccidere Yara Gambirasio “può essere circoscritto nell’area delle avances sessuali respinte, della conseguente reazione all’aggressore a tale rifiuto, unita al sicuro timore dello stesso si essere riconosciuto per avere commesso nei confronti delle ragazza qualcosa di grave”.

L’imputato Bossetti, scrive Enrico Fischetti presidente della Corte, durante il pomeriggio del 26 nvembre 2010, giorno del delitto, “stava bighellonando senza gran costrutto e non voleva evidentemente tornare subito a casa dove lo aspettavano i soliti incombenti familiari” e l’uscita dalla palestra di alcune ragazze “deve aver esercitato su di lui un indubbio richiamo”. Ad aggravare la sua posizione il fatto che il muratore provava un “insistente e perdurante interesse per le adolescenti in età puberale” dimostrata dalla natura delle chiavi di ricerca digitate su Google e trovate nella cronologia del suo pc.

—> LETTERE SCABROSE DI BOSSETTI ALLA DETENUTA GINA, LEGGI 

Pulsioni sessuali – continua l’affondo dei giudici – di cui Bossetti ha dato prova e dimostrazione scrivendo una serie di lettere dal contenuto spinto e a tratti scabroso (acquisite agli atti del processo su richiesta della pm Letizia Ruggeri) alla detenuta Gina, donna mai vista, incontrata o conosciuta di persona dal detenuto. Ultimo ma non in ordine di importanza, il fatto che Massimo Bossetti all’epoca dei fatti “aveva litigato con la moglie e evidentemente non in quel periodo non aveva rapporti sessuali” con lei.

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