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Caso Yara news processo appello Massimo Bossetti, pg: “Condanna a ergastolo ineccepibile”

Caso Yara news: Massimo Bossetti è tornato in aula oggi 30 giugno, in corte d’Assise a Brescia, per affrontare il processo d’Appello in cui è imputato. Accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, il muratore il 1° luglio di un anno fa fu condannato in primo grado all’ergastolo, pur dicendosi innocente e convinto più che mai ora di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti.

La decisione dei giudici di Bergamo di infliggergli la pena massima è stata per il sostituto procuratore di Brescia Marco Martani, che ha preso parola oggi in aula, una condanna “ineccepibile”, che  presenta “una motivazione coerente, logica, completa e dà puntualmente conto delle acquisizioni processuali”. Il pg ha inoltre chiarito che con l’accesso di fotografi e operatori tv in aula ci sarebbe stata soltanto “una spettacolarizzazione” del procedimento, da qui la decisione di vietare l’ingresso delle telecamere.

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Il carpentiere bergamasco “è fiducioso di avere giustizia in appello”, seguirà le udienze del secondo grado così come ha già fatto in primo grado. La sentenza è attesa a metà luglio. Presenti in aula la madre e la sorella gemella dell’imputato, Ester Arzuffi e Laura Letizia Bossetti. Fuori dal Palazzo di Giustizia una folla di giornalisti, operatori tv e curiosi.

La foto satellitare del campo di Chignolo d’Isola dove il 26 febbraio 2011 è stato ritrovato il corpo di Yara Gambirasio. L’immagine risale alla mattina del 24 gennaio 2011 (Fonte Quarto Grado): 

 

I giudici della Corte d’assise di secondo grado hanno concesso all’imputato, appena entrato in aula, di poter stringere la mano alla moglie, Marita Comi, seduta nei banchi dietro di lui. Nella prima udienza di oggi Claudio Salvagni e Paolo Camporini hanno chiesto ai giudici di poter integrare i motivi aggiunti d’appello, tra cui una fotografia satellitare del campo di Chignolo d’Isola scattata un mese prima del ritrovamento del corpo di Yara (avvenuto il 26 febbraio 2011, tre mesi esatti dopo il delitto), che potrebbe dimostrare che il cadavere non è rimasto in quel campo dalla sera dell’omicidio, ma che sarebbe stato trasportato lì in un secondo momento.

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I difensori di Bossetti punteranno sul tentativo di dimostrare la presunta anomalia della traccia di Dna (l’assenza del mitocondriale) che ha inchiodato il loro assistito, sostenendo la tesi che quel profilo genetico sia stato creato sinteticamente per incastrare Bossetti. “Una ipotesi che va oltre il limite del grottesco”, ha detto al riguardo il sostituto Pg Martani. La difesa per dimostrare la sua tesi si avvarrà della consulenza tecnica del professore di genetica di fama mondiale, Peter Gill, padre della genetica forense. Prossime udienze fissate per il 6, il 10 e il 14 luglio.

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