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Caso Yara, news secondo profilo genetico: “Otto volte superiore a quello di Ignoto 1”

Non dà cenno di volersi placare la polemica sul secondo profilo genetico rinvenuto sul giubbino di Yara Gambiarsio scatenatasi durante l’udienza di venerdì scorso del processo a carico di Massimo Bossetti. Una traccia biologica risultata appartenere a Silvia Brena, una delle insegnanti di ginnastica della vittima, al quale a quanto pare gli inquirenti non avrebbero dato la dovuta importanza, essendosi concentrati esclusivamente sul muratore di Mapello e l’ipotesi di omicidio a sfondo sessuale.

Si tratterebbe di una quantità di “fluido importante” – così lo avrebbe definito l’ufficiale dei Ris di Parma, Nicola Staiti, chiamato a testimoniare al processo – che non si esclude possa essere sangue o saliva. La traccia in questione, secondo un’indiscrezione emersa stamani durante la diretta di Storie Vere su Rai 1, sarebbe di entità otto volte superiore a quella di Ignoto 1 (che per la Procura è Bossetti) rinvenuta sugli slip della ginnasta, ma non per questo esaminata in maniera approfondita. Perché?

Questo particolare ha fatto infuriare durante l’udienza i legali di Massimo Bossetti, Salvagni e Camporini, che non è da escludere cercheranno di riaprire il canale dell’inchiesta e chiedere che sia fatta luce sulla questione. Intanto Ezio Denti, consulente della difesa del carpentiere bergamasco, è intervenuto in trasmissione per ribadire la gravità della presunta manipolazione del video sul presunto furgone del suo cliente, e sottolineare la mancata professionalità dei carabinieri che lo avrebbero “taroccato” per “esigenze di comunicazione” con stampa e tv.

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