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Caso Yara, parla Massimo Bossetti: “Duecento giorni in cella da innocente, lo dimostrerò in aula”

Massimo Bossetti rompe il silenzio e parla. Parla per la prima volta da quando è stato arrestato con l’accusa di avere seviziato e ucciso Yara Gambirasio, la sera del 26 novembre 2010. Il carpentiere bergamasco si proclama innocente e in un’intervista al quotidiano La Repubblica spiega le sue ragioni, i suoi stati d’animo durante questi 200 giorni di detenzione.

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“Dal 16 giugno, il giorno del mio arresto, le hanno provate tutte per farmi confessare. Speravano che prima o poi sarei crollato. Ma non confesso un delitto che non ho commesso. Il killer di Yara non sono io, lo dimostrerò in aula, davanti ai giudici. Però vorrei un processo giusto. Anche nei tempi” – ha detto il muratore di Mapello, più che mai deciso a combattere in aula per la sua dichiarata innocenza – “Sono stato dipinto come un mostro, accusato di un reato orribile. Ma io con la morte di quella povera ragazzina non c’entro niente. In carcere le rivolgo ogni giorno un pensiero.”

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