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Caso Yara processo, Bossetti: collega calunniato chiede 100mila euro di risarcimento

In corso a Bergamo l’udienza del processo Yara Gambirasio in cui la parola sarà esclusivamente degli avvocati delle parti civili, dopo la richiesta di condanna all’ergastolo per l’imputato formulata mercoledì 18 maggio dal pm Letizia Ruggeri.

La prima a parlare questa mattina è stata Carlotta Biffi, legale di Massimo Maggioni, ex collega di lavoro dell’imputato, accusato da Bossetti, subito dopo l’arresto, di aver trasferito il suo sangue, lasciato su uno straccio o attrezzo da lavoro, sul corpo della vittima, al fine di scagionare se stesso, e da lui indicato come possibile assassino della piccola Yara.

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Un’accusa infondata, come hanno dimostrato le indagini, costata a Massimo Bossetti l’accusa del reato di calunnia (per il quale la pm Letizia Ruggeri ha già chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi) ai danni dell’ex collega. L’avvocato di Maggioni oggi in udienza ha avanzato la richiesta di un maxi risarcimento per il suo assistito, danneggiato da un’accusa tanto infamante che gli avrebbe sconvolto la vita e cagionato notevoli danni morali e materiali. Un risarcimento totale di 100mila euro più le spese legali o in subordine una provvisionale minima di 50mila euro a discrezione della corte.

L’udienza odierna vedrà poi anche gli interventi degli legali Pezzotta e Pelillo, avvocati di parte civile che rappresentano la famiglia di Yara Gambirasio.

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