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Caso Yara processo, Bossetti grida in aula: “Mi state denigrando!”

“No! Non è vero niente, su di me solo bugie! Mi state denigrando …!”, lo ha gridato oggi in aula Massimo Bossenti, rompendo il silenzio mantenuto da quando, nel luglio scorso, ha avuto inizio il processo che lo vede imputato con l’accusa di omicidio volontario aggravato ai danni della 13enne di Brembate, Yara Gambirasio.

Bossetti non ha retto quando ha sentito deporre l’imprenditore Ennio Panzeri, un suo ex collega, mentre descriveva ai giudici i suoi rapporti di lavoro con Bossetti e raccontava che il muratore gli confidò che non andava d’accordo con la moglie e pensava di suicidarsi”.

Il teste, titolare di una ditta di Monte Marenzo di Lecco, è stato chiamato in causa a fronte della testimonianza di molti colleghi dell’imputato, che avrebbero riferito di “strani comportamenti di Bossetti sul luogo di lavoro”. “Massimo aveva annunciato di volersi suicidare”, questa la frase pronunciata da Panzeri che ha fatto scattare in piedi Bossetti, suscitando le sue ire: “Non è vero! Sono tutte bugie su di me!”.

Quando poi la Presidente gli ha dato modo di spiegarsi, il carpentiere ha precisato: “Non è affatto vero, non ho mai detto di essere stato in crisi, e soprattutto non ho mai detto niente. Il soprannome ‘favola’ mi è stato dato solo da Panzeri, con il quale si erano incrinati i rapporti di lavoro”.

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