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Caso Yara processo, difesa Bossetti: “Nel pc nessuna ricerca pedopornografica”

Un’Ansa di poco fa riporta l’esito della deposizioni in aula di Giovanni Bassetti, consulente informatico della difesa di Bossetti, chiamato quest’oggi a testimoniare in tribunale a Bergamo nel corso della 35esima udienza del processo sull’omicidio di Yara Gambirasio che vede il muratore di Mapello unico imputato.

Secondo il teste nei pc sequestrati a Massimo Bossetti non vi sarebbe traccia alcuna di presunte ricerche a luci rosse a sfondo pedopornografico – come invece l’accusa ritiene –  “non c’è nessuna evidenza di ricerche che denotino un interesse particolare” nei confronti di ragazzine. La parola “ragazzine” sarebbe stata digitata sui dispositivi elettronici in questione “solo 5 volte”, ha detto il teste, ma le tracce parziali sui pc non sarebbero rilevanti, trattandosi di “frammenti di ricerche su siti web pornografici”, e dunque non illecite. Siti che, ha precisato Bassetti, “aderiscono tutti alla campagna contro la pedopornografia”.

Il consulente ha poi ammesso, interpellato in merito dal pm, che, sì, la ricerca online a luci rosse del 29 maggio 2014 riguardanti ragazze sarebbe stata tracciata, ma che tuttavia non sarebbe possibile attribuirla all’imputato, chiarendo: “La parola ’13enne’ non è riconducibile all’utente: alcuni banner conservano le query e rimandano a termini non per forza cercati dall’utenza”.

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