in ,

Caso Yara processo, difesa Bossetti: “Il suo cadavere rimaneggiato”

Processo Massimo Bossetti: la dura arringa dei suoi difensori

Caso Yara, processo Massimo Bossetti: ieri 6 luglio è stato il giorno delle arringhe difensive degli avvocati del muratore di Mapello, condannato in primo grado all’ergastolo per il delitto della 13enne di Brembate, avvenuto il 26 novembre 2010.

Un’udienza lunghissima in cui dopo Claudio Salvagni ha preso parola il collega Paolo Camporini: “Il cadavere di Yara Gambirasio è stato rimaneggiato per depistare […] l’omicidio – ha detto il legale – è stato sì commesso da un perverso sessuale sadico che non è il muratore dalla vita monacale, regolarissima e senza un’ombra”. La tesi – corroborata dalla foto satellitare del campo di Chignolo d’Isola introdotta dai legali di Bossetti nel fascicolo dell’appello – è che il cadavere della 13enne sarebbe stato portato lì solo in un secondo tempo, dopo l’omicidio.

Secondo Camporini a provare che il cadavere è stato rimaneggiato sono soprattutto i tagli sulla schiena di Yara: “Al buio, nel mezzo di un campo isolato e mentre nevicava, l’assassino si sarebbe dunque preoccupato di sollevare la maglietta di Yara per farle dei tagli di coltello? Assurdo. La verità è che quel cadavere è stato rivestito”.

“L’assassino ci ha giocato parecchio con quel povero corpo” – ha ribadito il legale – È uno che ha grandissimi problemi, ma è l’esatto opposto di Bossetti”, da qui la necessità di una nuova perizia sul Dna per “essere sicuri”. “Bossetti potrebbe farlo anche qui, davanti a tutti. Non ha paura”, e “se fossi il pm”, ha continuato Camporini, “così sicuro che è lui il colpevole, l’avrei chiesta io la perizia, così lo inchiodavo definitivamente. Invece fin dall’inizio ci si è voluti sottrarre al contraddittorio”, che ha visto  il processo di primo grado chiudersi con una “sentenza assolutista e autoritaria” impugnata dalla difesa di Bossetti “proprio perché non abbiamo avuto risposte”.

Caso Yara processo Bossetti: è il giorno della difesa, cosa chiedono gli avvocati del muratore di Mapello

Bossetti, l’appello di Salvagni ai giudici popolari

Salvagni è poi tornato sulle tracce biologiche rinvenute sui leggings e sulle mutandine di Yara dicendo: “Facciamole le perizie e andiamo a vedere se quel Dna è davvero il suo o se, come crediamo noi, non è il suo”; poi sul pc di Bossetti sequestrato e analizzato: “non è quello di un pedofilo come dovrebbe sapere chi si occupa di casi del genere”. “Non si può condannare un uomo sulla base di 71 risultati attribuibili a Bossetti su 101. E gli altri 30?”. Per la difesa poi “le sfere metalliche e le fibre” trovate sul corpo della 13enne “non sono indizi” a carico di Bossetti e il furgone ripreso nelle immagini agli atti “non è il suo”. “Nel dubbio”, ha detto Salvandosi appellandosi ai giudici popolari, “assolvetelo!”.
“Cercheremo di convincervi che i dati presenti nel fascicolo non consentono di condannare Bossetti e voi dovrete essere sicuri oltre ogni ragionevole dubbio che quest’uomo è colpevole, se i dubbi permarranno voi dovrete assolverlo”.

Yara Gambirasio, leggings: 

Yara processo appello: la decisione della corte il 17 luglio

Il prossimo 10 luglio continueranno a parlare i difensori di Bossetti. Il presidente della Corte d’Assise d’appello di Brescia, Enrico Fischetti, ha ieri comunicato che la decisione dei giudici è prevista per il 17 luglio. Il 14 ci saranno le repliche delle parti e le eventuali dichiarazioni spontanee dell’imputato, sempre il 17, stesso giorno della camera di consiglio dalla quale la Corte uscirà o con la sentenza di secondo grado o con un’ordinanza di riapertura del processo.

Nina Moric vs Belen

Nina Moric vs Belen Rodriguez processo: la modella croata rischia da 1 a 6 anni di carcere

Luigi Berlusconi, bacio in bocca a un amico: è solo un “dispetto”