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Caso Yara processo: Dna Bossetti, i legali chiederanno perizia su codice genetico

C’è attesa per la prossima udienza – la 37esima, per l’esattezza – del processo sull’omicidio di Yara Gambirasio che vede unico imputato Massimo Bossetti. Il 15 aprile, infatti, non solo sarà il giorno della testimonianza del figlio maggiore del muratore, la cui audizione sarà protetta e dunque a porte chiuse, ma anche quella della deposizione di altri testimoni della difesa e di una specifica richiesta dei legali di Bossetti al presidente della Corte d’Assise di bergamo, Antonella Bertoja.

Secondo indiscrezioni dell’ultim’ora, infatti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini avrebbero deciso di chiedere sia disposta una perizia sul codice genetico dell’imputato che, lo ricordiamo, è in carcere dal 16 giugno 2014 perché il Dna ‘misto’ ritrovato sui leggings e gli slip della ginnasta per i periti dell’accusa apparterrebbe alla vittima e al muratore di Mapello.

I difensori di Bossetti avrebbero dunque intenzione di chiedere un ulteriore accertamento sul profilo genetico del carpentiere, affidando al loro consulente, il genetista Marzio Capra, un’analisi su quella che è stata definita una ‘anomalia’ della traccia genetica in questione, ovvero la discrepanza fra Dna nucleare (che in genetica forense permette l’attribuzione senza alcuna possibilità di errore di un profilo genetico ad un individuo) e mitocondriale (che permette la identificazione della linea di ascendenza materna di un individuo) giacché quest’ultimo, nella traccia genetica di ‘Ignoto 1’ (che per l’accusa è Bossetti) sugli indumenti di Yara Gambirasio è risultato essere diverso dal primo.

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