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Caso Yara processo, furgone Massimo Bossetti: a Quarto Grado importanti novità

Ha risposto per 9 ore alle domande di accusa e difesa il colonnello Giampietro Lago, comandante dei Ris di Parma e consulente dell’accusa, oggi in aula in qualità di teste per il processo a Massimo Bossetti. Del caso si è parlato stasera a Quarto Grado: in Aula uno scontro acceso tra le parti in merito al Dna rinvenuto sugli slip della vittima attribuito a Bossetti, alle fibre tessili sul corpo di Yara riconducibili a quelle dei sedili del furgone dell’indagato e alle microsfere metalliche presenti a centinaia sul corpo della ginnasta.

Il controesame degli avvocati di Bossetti si è poi concentrato sul video del furgone che per l’accusa è quello del muratore di Mapello. Al riguardo è emerso un particolare finora ignoto, che alleggerirebbe la posizione dell’indagato: solo una telecamera lo avrebbe ripreso passare almeno due volte nella strada della palestra in cui si trovava la vittima la sera del 26 novembre 2010. Per mesi si era detto in realtà che Bossetti avrebbe transitato più e più volte in quella strada, passaggi ripetuti in attesa di prelevare la sua ‘preda’ che di lì a poco sarebbe passata in quella strada. La realtà è dunque un’altra: il passaggio del furgone in oggetto è stato ripreso solo due volte, lo ha confermato il Ris davanti alla Corte d’Assise.

Claudio Salvagni presente in studio, in merito alla udienza di quest’oggi ha dichiarato: “Oggi abbiamo fatto bene il nostro lavoro. Abbiamo cercato, riuscendoci, di insinuare il dubbio e di avere fatto capire alla Corte che quelle propinate come certezze dall’accusa in realtà non sono così granitiche”.

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