in ,

Caso Yara processo news: Bossetti agganciò stessa cella telefonica della vittima

Al via da questa mattina, presso la corte d’Assise di Bergamo, un’altra udienza del processo per l’omicidio di Yara Gambirasio che vede unico imputato Massimo Giuseppe Bossetti. Quest’oggi in aula ha deposto il maresciallo dei Ros di Brescia,  Giuseppe Gatti, chiamato a ricostruire dinnanzi ai giudici gli ultimi spostamenti di Yara Gambirasio attraverso le tracce lasciate dal suo telefono cellulare la sera del 26 novembre 2010, poco prima della scomparsa.

L’attenzione delle indagini si focalizzò essenzialmente su tre celle telefoniche dell’Isola Bergamasca che va dalla palestra di Brembate Sopra, dove Yara fu vista per l’ultima volta, e il campo di Chignolo d’Isola, dove fu ritrovata cadavere esattamente tre mesi dopo. Il teste durante l’udienza ancora in corso ha raccontato di tre sms sul telefono della vittima: uno inviato all’amica alle 18.25 per concordare dettagli del saggio di danza previsto per la domenica successiva, un altro mandato quando ancora si trovava in palestra, alle 18.44, il terzo ed ultimo ricevuto alle 18.48 quando già si trovava in strada, diretta verso casa. È in quel momento che il telefono della 13enne agganciò la cella di via Natta. Il cellulare di Yara si spense per sempre alle 18.55, ha ribadito in aula il maresciallo Gatti.

Da qui, poi, l’incrocio con l’anomalo traffico telefonico dell’indagato, il cui telefono quel giorno risultò irraggiungibile, probabilmente perché spento, dalle 15.26 alle 15.47, arco di tempo durante il quale il cognato e collega tentò invano di mettersi in contatto con lui per 4 volte. Quando Bossetti alle 17.45 richiamò il cognato agganciò la cella di via Natta a Mapello; a riferire l’importante dettaglio l’inviato a Bergamo della trasmissione di Rai Uno, Storie Vere. Quello fu l’ultimo segno di attività del cellulare del muratore, che rimase inattivo fino alle 7.34 del mattino seguente. Ciò che l’accusa intende dimostrare in sede di dibattimento è il presunto incrocio di cella telefonica fatto da Bossetti e Yara: è possibile, infatti, che entrambi si siano trovati a passare nella zona di via Giulio Natta a Mapello nella medesima fascia oraria. Dai dati emersi si evince che l’indagato la sera del delitto si trovasse nelle zone percorse dalla ginnasta. La difesa ha più volte ribadito che l’indagato percorreva abitualmente quelle strade per lavoro; si tratta, quindi, solo di una coincidenza?

Film in uscita al cinema ottobre 2015: Io che amo solo te, trama e cast

Napoli – Fiorentina, precedenti e curiosità: lo scudetto azzurro e il primo gol di Baggio