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Caso Yara processo, pg si difende da accuse avvocati Bossetti: “In 30 anni mai attaccato così”

Omicidio Yara Gambirasio news dall’aula: è in corso in Corte d’Assise a Brescia la quarta udienza del processo d’appello a carico di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello condannato in primo grado all’ergastolo per il delitto della 13enne di Brembate.

Quella odierna è l’udienza dedicata alla replica di accusa, difesa e parti civili, cui potrebbero anche seguire delle eventuali dichiarazioni spontanee dell’imputato. “In 30 anni di professione non sono mai stato oggetto di così tanti attacchi personali come quelli che ho dovuto ascoltare da questa difesa con affermazioni lesive del mio lavoro e anche di quello del Ris”, queste le parole del sostituto pg di Brescia, Marco Martani, riferendosi al duro attacco ricevuto nelle scorse udienze da parte dei difensori di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che lo hanno accusato di aver solo “eseguito un ordine di scuderia”. “Io non sono uno stalliere o un fantino o un bookmaker che trucca le corse dei cavalli” – si è difeso Martani – “da chi avrei preso questi ordini? Non ho vincoli di mandato, sono un magistrato e se non fossi stato convinto della colpevolezza di Bossetti avrei concluso diversamente”.

>>> PROCESSO A MASSIMO BOSSETTI: I DETTAGLI DELLE UDIENZE <<<

Si sa, il motivo della accesa diatriba ruota attorno alla prova del Dna che ha incastrato Bossetti, anomala e non valida per la difesa, che chiede a gran voce la ripetizione del test scientifico. Il pg ha difeso anche il lavoro dei Ris, messo aspramente in discussione da Salvagni e Camporini: “Si tratta di professionisti di primo ordine, non  solo nazionale”, confutando una per una le obiezioni della difesa circa circa il modus operandi degli inquirenti, dai presunti kit scaduti, e per questo inattendibili, alla mancanza di ripetizione dei test sul Dna.

Il sostituto Martani e i legali dei familiari di Yara, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, hanno chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Bossetti. Lunedì 17 luglio la camera di consiglio e in serata la decisione della Corte. Tre le possibilità: la riapertura del processo con conseguente super perizia sul Dna, assoluzione o conferma della condanna.

 

 

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