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Caso Yara processo, sentenza Bossetti: il parere della criminologa Bruzzone

Domani 10 giugno in Corte d’Assise a Bergamo avrà luogo la parte conclusiva dell’arringa difensiva dei legali di Massimo Bossetti, il carpentiere bergamasco sotto processo per l’omicidio della giovane ginnasta di Brembate, Yara Gambirasio.

La sentenza di primo grado è attesa per il 1° luglio. L’accusa ha chiesto per l’imputato la condanna all’ergastolo, di contro la difesa ha attaccato il pm Letizia Ruggeri, ritenendo “fondato sul nulla” il quadro probatorio a carico di Bossetti, in primis “la prova suggestiva” del Dna, “costruita in laboratorio”.

Non sembra dello stesso avviso degli avvocati Salvagni e Camporini la criminologa Roberta Bruzzone, che sulle pagine del settimanale Giallo ha espresso il suo parere sul caso, dicendosi convinta del fatto che “le prove contro Bossetti reggeranno fino alla Cassazione”. “Tra qualche giorno la Corte d’Assise di Bergamo si ritirerà in camera di consiglio e ne uscirà con una condanna all’ergastolo per l’assassino di Yara Gambirasio” – scrive la nota criminologa – “sarà una condanna che verrà espressa oltre ogni ragionevole dubbio e che, a mio avviso, reggerà tutti i prossimi gradi di giudizio”.

Roberta Bruzzone definisce “piuttosto debole”  l’arringa dei difensori di Bossetti, svoltasi venerdì 27 maggio, e “granitica” la ricostruzione accusatoria: “Le prove ci sono e il dibattimento le ha fatte emergere nel contraddittorio tra le parti”.

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