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Caso Yara processo, testimone: “Poliziotto sospetto davanti casa Gambirasio prima dell’omicidio”

Monica Maggioni oggi ha testimoniato in aula al processo Yara Gambirasio che vede unico imputato il carpentiere di Mapello, Massimo Bossetti. La donna, dopo avere riferito la terribile esperienza vissuta dalla sua famiglia, dopo che Bossetti avanzò dei dubbi sul fratello, Massimo Maggioni, ex collega dell’imputato, riferendo in sede di interrogatorio che il killer di Yara sarebbe potuto essere lui, ha fatto una clamorosa e inaspettata rivelazione.

Un particolare molto inquietante di cui non si era mai avuta notizia finora, che oggi ha rivelato un’inviata di La vita in diretta, in collegamento dal tribunale di Bergamo. La giornalista ha bloccato la teste all’uscita dall’aula, chiedendole contezza di quanto appena riferito alla Corte sotto giuramento.

La donna, che vive in via Rampinelli ed è vicina di casa dei Gambirasio, ha confermato tutto: “Un agente in borghese al’interno di una macchina della Polizia, nelle ore serali tra settembre e novembre 2010 (il periodo precedente il delitto, quindi ndr), stava parcheggiato vicino a casa di Yara nelle strade intorno alla palestra”, ha detto la signora Maggioni, definendo quella dell’uomo “una presenza strana” anche perché “era sempre da solo e se fosse stato in servizio nell’auto con lui ci sarebbe stato almeno un altro poliziotto”. A rendere ancora più inquietante l’imprevista testimonianza, un altro particolare di non poco conto: “Lo notavo quasi tutte le sere in quel periodo, poi dopo l’omicidio di Yara è sparito, non l’ho mai più visto”.

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