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Caso Yara processo ultime notizie: un testimone ha mentito? I dubbi dei legali di Bossetti

Riprenderà il prossimo mercoledì 30 marzo il processo a carico di Massimo Bossetti, il carpentiere bergamasco unico imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio; ancora oggi però si propaga l’eco della ultima, incandescente, udienza dello scorso venerdì.

Fanno infatti molto discutere le parole pronunciate in aula da Walter Brembilla, custode della palestra di Brembate Sopra frequentata dalla vittima, anche la sera in cui fu uccisa. L’uomo sarebbe infatti caduto più volte in contraddizione, durante i 4 interrogatori affrontati nel corso delle indagini, dando versioni sempre differenti sul suo alibi nella fascia oraria dell’omicidio.

I legali di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, nutrono seri dubbi sulla genuinità delle sue dichiarazioni “Lo dicono gli atti che il testimone è stato reticente”, ha commentato Camporini in udienza, quando si è venuta a creare una diatriba che ha portato il presidente della Corte d’Assise, Antonella Bertoja, a decidere di interrompere la seduta.

Sotto accusa le modalità con le quali la difesa di Bossetti avrebbe condotto l’interrogatorio al teste – “Avvocato, si tratta di un testimone, non di un imputato”, gli ha fatto notare il pm, Letizia Ruggeri, “… per adesso”, ha commentato polemico e ad alta voce Camporini – incalzandolo e pressandolo in maniera molto decisa.

Perché il testimone della palestra in un primo momento disse agli inquirenti che quella sera era rimasto in casa, per poi sostenere il contrario ammettendo invece, 5 giorni dopo la scomparsa di Yara, di essere uscito dalla sua abitazione (che si trova nel complesso del centro sportivo) dalle 17,40 alle 19,00, per andare a prendere un ragazzo alla stazione di Ponte san Pietro e di averlo poi lì riaccompagnato dopo l’allenamento?. “Avevo paura che, se non rispondevo in modo giusto, avrei potuto essere sospettato in quanto custode”, ha detto lui per giustificarsi, ma gli avvocati di Massimo Bossetti non gli credono. E se l’avvocato Camporini avesse ragione? E se il custode rischiasse di essere indagato? “Il teste è stato sottoposto a prelievo del dna, è stato intercettato e pedinato”, ha tuttavia precisato il legale della Parte civile, Andrea Pezzotta, contestando le accuse mosse dalla difesa del carpentiere.

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