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Caso Yara processo: una perizia botanica smantella la tesi della difesa di Bossetti

Gli ultimi aggiornamenti sul caso Yara Gambirasio arrivano dalla trasmissione di Rai 1, Storie Vere. Stamani in studio si è infatti parlato della terza udienza del processo a Massimo Bossetti, tenutasi in Corte d’Assise a Bergamo, lo scorso 11 settembre. L’approfondimento ha riguardato in particolar modo le argomentazioni addotte dalla difesa del muratore riguardanti l’ipotesi che il corpo della 13enne non sia stato sempre laddove fu rinvenuto il 26 febbraio 2011, nel campo di Chignolo d’Isola.

La ‘prova’ di ciò, impugnata dal pool difensivo di Bossetti, è la scheda sim della vittima, inspiegabilmente ritrovata integra e non ossidata seppur – come sostiene l’accusa – per tre mesi esposta a neve e freddo in quel campo. A smantellare siffatta ipotesi, per l’accusa, la consulenza botanica redatta dalla professoressa Cattaneo, che ha certificato la presenza sotto il corpo della vittima e incastrate nelle suole delle sue scarpe di due tipologie di erbe e piante ottimamente conservate alla data del ritrovamento, e certamente presenti nel campo di Chignolo a novembre, quando la ginnasta fu uccisa.

Non solo, sempre secondo il quadro accusatorio fatto dalla Procura, un’ulteriore prova del fatto che Yara sarebbe stata uccisa laddove fu rinvenuto il suo corpo, il ciuffo d’erba che la ragazzina stringeva in un pugno il giorno in cui ritrovata cadavere, che dunque collocherebbe in quel luogo la sua ultima attività vitale. C’è attesa intanto per la quarta udienza del processo in calendario per il prossimo venerdì 18 settembre: a testimoniare l’uomo che ritrovò casualmente il corpo della ginnasta di Brembate.

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