in ,

Caso Yara processo, video furgone Bossetti: “Taroccato dai carabinieri”

Si è alzato un polverone sulla notizia della presunta manipolazione da parte dei Carabinieri del video del furgone di Bossetti nei pressi della palestra di Yara. In realtà si tratta di una tesi giornalistica, non investigativa: ne ha scritto Luca Telesa su Libero: “Quel documento è stato confezionato dai Ris e diffuso ai media, ma che incredibilmente non compare nel fascicolo processuale. E subito dopo ho scoperto un secondo elemento che non sono come definire altrimenti: questo filmato, immaginifico e decisivo, è un falso. Un filmino tarocco”.

Telese, che segue tutte le udienze del processo al muratore di Mapello accusato di avere ucciso Yara Gambirasio, rivela che il filmato che per mesi è stato mostrato in ogni trasmissione televisiva per provare il vai e vieni dell’imputato attorno alla palestra dove si trovava Yara Gambirasio, è falso e non è tra gli atti del processo. Il Ris dei Carabinieri Giampietro Lago lo avrebbe confermato durante la sua deposizione in Aula: quel filmato sarebbe stato ‘confezionato’ dai Carabinieri, “fatto per esigenze di comunicazione, creato per essere dato alla stampa”, queste le parole del Teste nell’udienza del 30 ottobre scorso.

In poche parole il furgone ritenuto essere con certezza quello in uso Bossetti all’epoca dei fatti sarebbe stato ripreso da una sola telecamere passare per almeno due volte nei pressi della palestra di via Rampinelli, ma nel filmato dato alla stampa i suoi passaggi sembrerebbero molti di più. Se n’è parlato anche nella puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì scorso. Lago nel corso dell’udienza avrebbe ammesso anche che negli altri fotogrammi acquisiti non vi sarebbe certezza assoluta che il mezzo ripreso sia quello dell’imputato.

Una delle prove regine contro il carpentiere bergamasco secondo Libero sarebbe stata oggetto di manipolazione da parte degli inquirenti “non per dimostrare una tesi, o per documentare una verità, ma per condizionare i media con elementi di cui già si conosceva la non autenticità. Incredibile”“Se non è nella relazione del Ris non ci interessa minimamente”, ha dichiarato durante l’udienza la presidente Bertoja, accogliendo le obiezioni mosse dal Pm Letizia Ruggeri all’avvocato Claudio Salvagni, difensore di Bossetti.

tokyo fashion week, modelle disabili, modelle con disabilità, Takafumi Tsuruta collezione primavera estate 2016, Takafumi Tsuruta tenbo

Tokyo Fashion Week: le modelle disabili sfilano in passerella

Esplorazione urbana top secret: visita ad una chiesa abbandonata