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Caso Yara sentenza Bossetti, parla direttore carcere: “È sereno, crede nell’assoluzione”

Il quotidiano online Bergamonews ha intervistato il direttore del carcere di Bergamo, Antonio Porcino, dove è detenuto dal 16 giugno 2014 Massimo Bossetti, il carpentiere bergamasco unico imputato nel processo sull’omicidio della giovane Yara Gambirasio, avvenuto il 26 novembre 2010.

Interpellato in merito allo stato psicologico del detenuto, il direttore ha assicurato: “Lo incontro spesso, sta aspettando tranquillamente e serenamente la sentenza di venerdì. Come tutti i detenuti spera in un’assoluzione. Il suo comportamento qua? Nulla di particolare da segnalare”. Bossetti starebbe dunque aspettando con estrema serenità la sentenza che lo riguarda, fiducioso nella giustizia e sicuro della sua sempre proclamata innocenza ed estraneità ai fatti contestatigli.

La tensione si taglia a fette in queste giorni, anche quando sono i legali difensori di Bossetti a difendere le loro argomentazioni negli spazi televisivi preposti alla trattazione dei casi di cronaca giudiziaria (ne è la prova l’ultimo intervento degli avvocati Salvagni e Camporini nella puntata di Quarto Grado andata in onda venerdì scorso), e si prevedono giorni altrettanto ‘caldi’, qualunque sarà il verdetto dei giudici.

Sono ore di attesa, queste, per il 45enne e i suoi familiari, in quanto proprio il prossimo venerdì 1° luglio la Corte d’Assise di Bergamo emetterà la sentenza di primo grado nei suoi confronti. Un processo molto dibattuto fuori e dentro l’aula, quello in oggetto, e molto ‘sentito’ dall’opinione pubblica del nostro Paese, tanto da essere diventato il caso giudiziario mediatico per antonomasia, al punto che il presidente della Corte, Antonella Bertoja, ha deciso di accogliere la richiesta del pm Letizia Ruggeri e vietare tassativamente foto e riprese video durante l’attesa lettura della sentenza.

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