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Caso Yara, sorella Massimo Bossetti: “L’assassino potrebbe essere nostro fratellastro”

Massimo Bossetti processo: continua la sovraesposizione mediatica dei familiari dell’imputato, convinti della sua innocenza e sempre presenti a tutte le udienze del dibattimento, che si sta celebrando in Corte d’assise a Brescia. E dopo mamma Ester Arzuffi, che in più d’una occasione per giustificare il fatto che il padre biologico di Massimo Bossetti non è il suo marito defunto ma l’autista di autobus che quando era ragazza la portava al lavoro, e per provare che lei il marito mai lo avrebbe tradito con Guerinoni, ha prodotto una giustificazione quanto mai bizzarra: “Il mio ginecologo (anch’egli defunto ndr) mi ha inseminato a mia insaputa”, adesso a parlare è la sorella gemella dell’imputato, Laura Letizia.

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La donna, convinta dell’innocenza del fratello, interpellata dalla trasmissione ‘Iceberg Lombardia’ di TeleLombardia ha dichiarato: “Approfondite la pista del fratellastro, potrebbe essere lui l’assassino di Yara”. Laura lo ha detto alla vigilia della penultima udienza del processo d’Appello di Bossetti, che si sta svolgendo proprio oggi 14 luglio. “Quel Dna secondo me è stato o ricostruito oppure contaminato… per questo io ho sempre detto che la conferma del primo grado non ci sarà. Siamo sempre stati convinti dell’innocenza di Massimo, non è lui l’assassino di Yara. Il vero colpevole è fuori, anzi i veri colpevoli sono liberi”, ha poi puntualizzato. La donna parla di “contaminazione”, dimentica forse che il dna determina il profilo genetico di un individuo, è unico al mondo per ognuno di noi, rimane costante nel tempo e consente – sempre e inequivocabilmente – nell’arco della vita il riconoscimento della persona. In altre parole un presunto fratellastro di Bossetti non avrebbe il profilo genetico uguale a lui. Tuttavia nella ipotesi (tutta da dimostrare) che ci sia stata una contaminazione in laboratorio, una eventuale super perizia sul Dna (chiesta dalla difesa al processo) lo rivelerebbe.

Per Laura Letizia lei e Massimo avrebbero un fratellastro, ancora libero e in giro per Brembate, autore dell’omicidio di Yara Gambirasio. La donna riconosce dunque l’inconfutabile dato scientifico che dice che lei e il fratello sono figli biologici dell’uomo che guidava l’autobus con cui la loro madre andava al lavoro da giovane, ma poi quella stessa scienza la nega quando si tratta di riconoscere il fatto che il Dna nucleare di suo fratello Massimo (quello cioè utilizzato in genetica forense per attribuire un profilo genetico a un individuo), come dimostrato dal processo di primo grado, è compatibile al 99,99% con quello rinvenuto sugli slip e sui leggings della povera Yara Gambirasio.

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“È vero, ho incontrato Laura Poli, la moglie di Guerinoni. E’ stata una scelta sofferta, dopo tanto tempo mi sono sentita di prendere l’iniziativa e di andar su dalla signora Laura Poli. L’ho incontrata, è una signora molto distinta, ospitale, molto di cuore. Non sono ancora riuscita ad avere tutte le risposte sul mio padre naturale, sicuramente se dovessi rivederla ancora qualcosa direbbe…”, ha detto Laura Letizia nell’intervista a TeleLombardia, ammettendo di avere incontrato la vedova di Giuseppe Guerinoni, morto nel ’99, “Lei ha sempre creduto nell’innocenza di Massimo, dice di approfondire questa storia del fratellastro, di andare a fondo… Infatti hanno sempre parlato bene di mio fratello. Che Guerinoni potesse essere un donatore di seme non solo la mamma lo dice, nelle valli gira questa voce”.

 

 

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