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Caso Yara, tesi difensiva avvocati Bossetti: “Omicidio Yara legato ad altri 2 delitti”

A meno di 24 ore dall’inizio del processo a Massimo Bossetti, in carcere dal 16 giugno 2014 perché accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, avvenuto il 26 novembre 2010 a Brembate, trapelano alcune indiscrezioni sulla strategia difensiva dei legali del muratore bergamasco. Sarà un processo a porte aperte, nel quale saranno ammesse le telecamere per volontà dell’imputato, che intende giocarsi la carta della visibilità mediatica per convincere della sua innocenza i giudici della Corte d’Assise di Bergamo e l’opinione pubblica.

Oltre 700 i testimoni citati dal pool difensivo del muratore, i quali secondo le ultime indiscrezioni sarebbero intenzionati a portare in aula altri 2 casi di omicidio legati a quello di Yara, nel tentativo di scagionare il loro assistito. Si tratta della morte di una ragazza indiana di 21 anni, Sarbjit Kaur, trovata senza vita nel Serio il 30 dicembre 2010 e scomparsa 7 giorni prima, e quella del 26enne dominicano Eddy Castillo di Almenno San Bartolomeo, ucciso a pugni a Chignolo d’Isola nel gennaio del 2011.

Il caso della ragazza indiana, di cui si occupò lo stesso pm dell’inchiesta Yara Gambirasio, Letizia Ruggeri, fu archiviato. L’autopsia sul corpo della 21enne certificò un decesso “dovuto ad annegamento” e il medico legale parlò di suicidio. I difensori di Massimo Bossetti ritengono invece che le due morti siano collegate a quella della ginnasta di Brembate a avrebbero intenzione di fare riaprire il caso.

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