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Caso Yara ultime news, legale Bossetti: “La prova del DNA non è certa”

Claudio Salvagni, avvocato difensore di Massimo Bossetti, unico indagato nella morte della 13enne Yara Gambirasio, ha deciso di incontrare la stampa per illustrare ai media il suo ricorso al Tribunale del Riesame di Brescia, in cui si legge anche la richiesta per la scarcerazione del suo assistito.

Già ieri sera, durante la puntata di Quarto Grado, Claudio Salvagni, avvocato della difesa, avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni esclusive in merito all’arma del delitto, quella con cui sarebbe stata uccisa la 13enne di Brembate di Sopra, che sarebbe verosimilmente compatibile con un coltello da sub. “Yara è stata uccisa una lama particolare, con uno spessore significativo, e non un cutter” – ha dichiarato il legale di Bossetti, che pochi giorni fa ha presentato ancora una volta la domanda di scarcerazione per il suo assistito, che si trova in carcere dal 16 giugno scorso e che si professa innocente.

Durante la conferenza stampa di pochi minuti fa, Salvagni ha ancora una volta puntato il dito su alcune prove che sarebbero a – suo avviso – confutabili e che potrebbero portare all’immediata scarcerazione di Massimo Bossetti. Secondo il legale, infatti, Yara Gambirasio non sarebbe morta nel campo di Chignolo d’Isola, lì dove invece è stato rinvenuto il corpo senza vita. Allo stesso modo, prova confutabile, e dunque non certa, secondo la difesa, sarebbe il DNA ritrovato sugli abiti della ragazzina, proprio la stessa prova che, secondo gli inquirenti, inchioderebbe Massimo Bossetti.

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